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Le cinture nel Karate

Le cinture del karate sono un accessorio riconosciuto in tutto il mondo.
Il colore delle cinture, soprattutto la cintura nera, sono infatti un simbolo che identifica l’arte del karateka. 

Il colore delle cinture del Karate

Mar 20, 2020

Come nascono le cinture nel Karate

Le cinture nel karate sono state introdotte nel 1921 dal Maestro G. Funakoshi e S. Gima.

Prima di allora, la cintura bianca e la cintura nera erano usate nel judo.

È nel libro Karate do. Il mio stile di vita. di G. Funakoshi che si racconta dell’esibizione che ha portato all’adozione delle cinture nel karate:: 

«Quanto alla cintura, pensavo di mettere la mia cintura nera di judo e chiedere in prestito una cintura nera per il maestro Funakoshi a un compagno del pensionato. 

Allora, il maestro Funakoshi disse: “Non posso mettere la cintura nera di judo, perché non conosco il judo. Sarebbe villano portare la cintura nera di judo davanti a grandi adepti di judo. 

Si faccia prestare una cintura bianca da uno studente del pensionato”. Era estremamente corretto, e rifiutava ciò che non era giusto. Era un educatore. Ma se il maestro Funakoshi metteva una cintura bianca, io non potevo mettere la mia cintura nera. Avevamo perciò bisogno di due cinture bianche. Sfortunatamente non avevamo potuto trovarne due tra i pensionanti, e il momento della dimostrazione si avvicinava. 


Abbiamo deciso di trovare una buona soluzione giunti al Kodokan. Abbiamo esposto il problema al segretario e ricevuto la risposta dal Maestro Kano: “Mettetevi la cintura che avete”. Abbiamo allora preso ciascuno una cintura nera di judo. Ma il Maestro Funakoshi, essendo una persona di onestà scrupolosa, non appena la dimostrazione fu terminata cambio la cintura con quella del suo kimono da città ».

La prima classificazione delle cinture Karate

Le cinture karate servono per indicare il livello di apprendimento del Karateka. Il colore che indica il primo livello è il bianco, mentre la cintura rossa rappresenta il massimo grado possibile da raggiungere.

Ma andiamo per passi.

L’iniziale classificazione della DNBK (Dai Nippon Butoku Kai – Società delle virtù marziali del grande Giappone), con le qualifiche di Hanshi e Kyoshi divideva semplicemente i praticanti di arti marziali giapponesi in due livelli, ossia “modello da imitare” – con la cintura bianca – e “esperto nell’insegnamento” – con la cintura nera – .

Si è passati poi a una classificazione più ampia. All’inizio con l’assegnazione di DAN (gradino, livello) per le cinture nere, e successivamente con l’introduzione dei KYU (classe, rango, grado) per coloro che ancora non erano diventati cinture nere.

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A introdurre questo sistema è stato il M° Kano (fondatore del moderno Judo), sperimentando i gradi DAN come rappresentazione dell’avanzamento del livello nella pratica, e con i KYU come i livelli di apprendimento anteriori all’acquisizione del 1° DAN. 

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M° Kano Jigoro

Cosa sono i Kyu nel Karate

I kyu nel Karate si riferiscono al grado di appartenenza di un karateka.

Ad esempio, il 6° kyu è il livello più basso. Agli studenti appartenenti a questa categoria verrà assegnata la cintura bianca (livello principiante). 

Oggi, a un livello più alto di kyu corrisponde un colore di cintura diverso. In seguito te li mostrerò tutti!

I DAN nel Karate: i gradi delle cinture nere

I Dan sono i gradi delle cinture nere, e quindi come a un livello superiore dei kyu. 

Ciò significa che per raggiungere il 1° Dan, dobbiamo necessariamente aver raggiunto e superato il 1° kyu.

A differenza dei kyu, dove un numero più alto corrisponde a un grado più basso, nei DAN, il numero più alto corrisponde anche al grado più alto.

I DAN si assegnano a chi ha la cintura nera, a testimonianza che anche quella è un punto di partenza, non certo di arrivo!

I colori nelle cinture del Karate

I colori delle cinture nel karate sono un’invenzione recente.

Solo negli anni cinquanta i colori si sono moltiplicati, dapprima nel Judo e poi nel sistema Karate. 

Secondo alcune fonti, negli anni 20′, Mikonosuke Kawaishi un esperto judoka e ju-jitsuka, si trasferì in Francia dove sperimentò un sistema di classificazione utilizzando colori differenti della cintura, ciascuno dei quali corrispondeva a un diverso kyu.

Il sistema si è poi diffuso nei club europei e infine introdotto anche in Giappone.

Altre fonti attribuiscono la creazione delle cinture colorate al Judoka Gunji Koizumi. 

Quindi ecco spuntare i colori che conosciamo: giallo, arancio, verde, blu, marrone. Ma anche bianco-rossa e rossa per i maestri.

La cintura bianca nel karate

La cintura bianca, Shiro obi in lingua originale, equivale al 6º kyu (roku kyu in giapponese).

All’inizio del percorso di karate si indossa la cintura bianca: a volte è necessario sostenere un esame per ottenerla, altre volte no. Questo dipende dalle regole della palestra e/o federazione di appartenenza. Se si indossa la cintura bianca senza aver fatto l’esame, si è comunque un mukyu, ovvero un senza-cintura.

La cintura Gialla di Karate

Per passare da una cintura ad un’altra, quindi per passare da un kyu più basso a quello successivo, si deve sostenere un’esame.

La cintura gialla, Kiiro obi in giapponese, equivale al  5º kyu (go kyu), e per ottenerla si dovrà sostenere l’esame per passare dalla cintura bianca alla gialla. 

La cintura arancione nel Karate

Dopo la cintura gialla, ti dovrai guadagnare la cintura arancione

La cintura arancione nel karate equivale al 4º kyu (shi kyu), e in giapponese prende il nome di Daidaiiro obi.

La cintura verde nel Karate

Il terzo kyu (san kyu) equivale al raggiungimento della cintura verde: Midori obi.

La cintura blu nel Karate

La cintura blu nel karate si riferisce al secondo kyu (ni kyu) e in giapponese prende il nome di Aoiro obi.

La cintura marrone nel Karate

Il 1º kyu (sho kyu o ichi kyu) si riferisce alla cintura marrone, Kuriiro obi in giapponese, ed è il livello di kyu più alto.

Le cinture a due colori

Esistono poi le cinture bicolore, a strisce, o divise in due, utilizzate per incrementare i livelli di solito esistono di tutte le varietà intermedie tra i colori classici: bianco-gialla, gialla-arancio, etc..

Sono utilizzate per lo più per i bambini in modo da permettergli di aumentare il numero di esami e quindi il tempo di permanenza in un grado. 

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I 9 Kyu

Alcune scuole di Karate presenteranno più kyu (livelli dei principianti) partendo dal 9° kyu per la bianca e suddividendo in più livelli la cintura marrone o la blu.

In questo caso è stato introdotto un colore ulteriore, la cintura viola.

La cintura viola

La cintura viola è utilizzata in alcune scuole di karate e prende il posto del secondo kyu, ponendosi quindi tra la cintura blu e la cintura marrone.

Perchè le cinture nel Karate hanno questi colori?

Non sappiamo perfettamente il motivo della scelta di questi colori per le cinture del karate, abbiamo trovato però tre miti che potrebbero spiegare perché si è deciso di utilizzare proprio questi colori.

Leggi anche: Chi è un Sensei e come si diventa tale!

Le cinture tinte

Gli studenti delle più antiche scuole di karate molto probabilmente tingevano ripetutamente la stessa cintura di vari colori man mano che progredivano nella gerarchia. 

Quindi è ovvio che sia possibile tingere senza difficoltà una cintura gialla per renderla arancione, ma non viceversa.

La cintura sporca

Un’altra spiegazione, meno attendibile ma molto scenica, è che lo studente iniziava con una cintura bianca senza mai lavarla. 

Dopo anni di intenso allenamento la cintura diventava nera di sporcizia.

La metafora della crescita

Una visione romantica sui colori del karate racconta come questi siano la metafora del percorso del karateka.

Il bianco rappresenta la nascita di un nuovo seme; il giallo la luce del sole che irraggia il nuovo seme e fa cominciare la sua vita; l’arancione la potenza del sole per aiutare il seme a crescere; il verde rappresenta il germogliare della pianta; il blu è il cielo verso cui la pianta cresce; il marrone la maturazione della pianta; il nero è il buio al di là del sole.

La cintura Nera

Dopo anni di pratica si arriva alla famigerata cintura Nera (Kuro Obi).

La cintura nera nel karate viene infatti assegnata nel momento in cui si è diventati esperti e superato molti esami.

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Tanti pensano che con la cintura nera il percorso sia finito, ma non è così. Un vero karateka non smette mai di imparare.

Oltre a questo ci sono i DAN che ti ho descritto in precedenza: gradi che si acquisiscono dopo la cintura nera, e che aumentano il rango di esperienza. Sono 8 in tutto, ma dopo il quinto, cambia il colore della cintura.

La cintura bianco rossa

Dopo la cintura nera troviamo la cintura bianco rossa (metà bianca e metà rossa) che identifica i gradi 6° DAN e 7° DAN. 

La cintura rossa nel Karate

La cintura rossa nel karate si guadagna quando si raggiunge l’ottavo Dan, dopo anni e anni di pratica. 

Non allarmatevi se avete visto un quindicenne con la cintura rossa, non è 8° DAN, probabilmente è un agonista che indossa la cintura da gara! 

Nelle competizioni infatti si indossano la cintura blu (AO) e la cintura rossa (AKA) per contraddistinguere i due contendenti.

Come è fatta una cintura di karate

La cintura nel karate è un oggetto molto a cuore di ogni Karateka. Ne esistono di diversi materiali e finiture, con possibili personalizzazioni.

Se non sai cosa regalare per un compleanno o a Natale a un Karateka, beh una bella cintura nuova personalizzata potrebbe essere un’idea!

Materiale della cintura di Karate

Inizialmente la cintura era l’OBI del Kimono, la “fusciacca” utilizzata per il kimono tradizionale o meglio per legare lo Yukata (kimono informale). 

obi-cintura

È molto probabile che le prime cinture, utilizzate negli allenamenti del TODE (karate) fossero addirittura costituite dal Koshihimo 腰ひも (cavo da anca), cintura in cotone larga circa 3,5 cm e lunga circa 220 cm, tali da permettere due giri utilizzata per tenere chiuso il kimono o lo yukata.

È nel 1907 che viene introdotta la prima cintura “rigida” in cotone simile a quelle che conosciamo oggi.

Attualmente esistono cinture di cotone e di seta, con altezze dai 3,5 cm ai 5 cm e con lunghezze idonee a ogni corporatura.

Lunghezza della cintura di Karate

A seconda della scuola e della moda si possono vedere cinture e karate-gi di lunghezze diverse. 

Nel Judo la cintura è legata con le due estremità molto corte anche per una questione pratica dove la cintura “pendende” potrebbe infastidire nella pratica. 

Nel karate, secondo la scuola, si vedono cinture che sporgono come due “mozziconi” o lunghe oltre le ginocchia. 

Il regolamento di gara W.K.F. (World Karate Federation) impone una lunghezza di circa 15 cm di sporgenza per ogni lato oltre il nodo e l’assenza di scritte oltre il consueto marchio di fabbrica, ma questo solo per le due cinture rosse e blu da competizione.

I ricami sulla cintura

Alcune scuole riportano i DAN sulla cintura nera apponendo delle strisce orizzontali su una delle estremità.

Molti personalizzano i due lembi della cintura con scritte giapponesi e non solo. 

Solitamente il proprio nome viene apposto dal lato dell’etichetta del produttore e sull’altro lembo il nome dello scuola, ma sono frequenti anche motti o precetti del karate. 

Lavaggio della cintura

Per una certa corrente di pensiero la cintura non va mai lavata perché la pulirebbe dal sudore versato sul tatami e conseguentemente dall’esperienza maturata come karateka. 

Se sei amante dell’igiene lavala a freddo (meglio a mano) e non asciugarla in asciugatrice o ai raggi diretti del sole. Il cotone potrebbe ritirare.

Fammi sapere nei commenti di che colore è la tua cintura, e se l’hai mai lavata! :p

Scegli come continuare il tuo allenamento:

6 commenti su “Le cinture nel Karate”

  1. Cintura Nera con 3 strisce, articolo molto interessante e davvero completo, complimenti!
    Io la cintura non l’ho mai lavata…

    Rispondi
  2. Bellissimo articolo, sono cinttura marrone secondo livello e non ho mai lavato una cintura mia, ne quelle di mio figlio, marrone secondo livello in karate e marrone terzo livello in ju jitsu

    Rispondi
  3. Ciao sono Elisabetta, ho 7 anni ed oggi sono diventata cintura giallo-arancione di karate. Sono felicissima e le cinture non le lavo mai.

    Rispondi

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