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Angelo Crescenzo sulle Olimpiadi di Karate e molto altro – Karate Talks #34

A pochi giorni dalle Olimpiadi una Grande Intervista Esclusiva ad Angelo Crescenzo, che rappresenterà l'Italia ai prossimi giochi di Tokyo 2020!

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Leggi subito l’intervista ad Angelo Crescenzo, oppure ascoltala in questo audio… un po’ speciale!

Alessio Sorrentino: Ciao Angelo e grazie mille per essere qui con noi oggi! Entriamo subito nel vivo: dicci, come ti senti dopo la qualificazione?

Angelo Crescenzo: Sono contento di aver chiuso nel modo migliore questa qualificazione, ma per ora so solo che i giorni passano e le olimpiadi si avvicinano. Sono concentrato sul mio obiettivo. Poi quando sarà passato quel 5 Agosto avrò modo di ripensare a tutto quello che è stato questo lungo percorso.

AS: Sappiamo che sei sotto un’intensa preparazione fisica in vista delle Olimpiadi: come ti stai allenando in questo periodo e su cosa ti concentri?

AC: Sinceramente la mia preparazione fisica non è stata stravolta per nulla.

Si poteva pensare a qualcosa di diverso nel caso fosse stata confermata la mia qualifica a Marzo 2020, con avanti un anno per poter inserire e poi testare.

In poco più di 2 mesi non si ha tanto margine di variazione, soprattutto considerando che non ci sono state gare per poter verificare il lavoro svolto.

Poi sono molto sicuro di quello che ho fatto negli ultimi 3 anni, quindi non ho dubbi sulla mia preparazione fisica. Unica differenza sarà quella di rivedere il calo peso che di solito mi accompagnava nelle ultime settimane prima delle competizioni.

Leggi anche: Tutto quello che c'è da sapere sulle Olimpiadi di Karate Tokyo 2020 (sempre in aggiornamento)

AS: Con molti Karateka abbiamo affrontato anche il lato psicologico di un allenamento: tu come affronti la tenuta mentale? Hai qualcuno che ti segue o pratichi esercizi in autonomia?

AC: La Nazionale Italiana ci offre un supporto anche dal punto di vista psicologico, con la figura specifica di Stefano Albano.

Io sinceramente preferisco lavorare molto in autonomia, anche perché sono dell’idea che le situazioni in gara inevitabilmente devono essere risolte in autonomia e soprattutto nei momenti più difficili si è soli con il proprio inconscio e l’avversario. 

AS: La spedizione azzurra per Tokyo si comporrà di ben 5 componenti, tutti con grandi potenzialità. Qual è il tuo obiettivo per la competizione Olimpica e quali sono gli avversari che temi di più?

AC: A Tokyo a confrontarsi con me ci saranno non solo i migliori atleti della mia categoria, ma anche quelli della 67kg.

In 11 saremo lì a contendersi una sola medaglia, quindi non credo ci saranno avversari da temere di più e altri di meno.

Sul mio obiettivo dovrete attendere ancora qualche settimana per conoscerlo.

AS: Ti abbiamo seguito su Sky in veste di commentatore: nella speranza che il Karate prenda sempre più campo mediatico, è un ruolo in cui ti vedi anche in futuro?

AC: Non ho ancora avuto modo di risentire la diretta, ma è stato emozionante per me. Sinceramente non mi rivedo nelle vesti di commentatore, ma sicuramente uno dei miei obiettivi lontani nel tempo è quello di contribuire a diffondere e far conoscere questo sport troppo poco valorizzato

Io sono dell’idea che per avere valore si deve prima dare valore, di conseguenza un domani mi impegnerò al massimo per dare al karate ciò che merita, anche al di fuori del tatami.

AS: Ti portiamo i saluti dei tantissimi che ci hanno richiesto una tua intervista e ti incoraggiano per le Olimpiadi. Noi saremo ovviamente tutti collegati per seguirti a Tokyo! Come ultima domanda ti chiediamo: un consiglio di Angelo Crescenzo a tutti quei bambini e adolescenti che vogliono diventare atleti di spessore internazionale.

AC: A tutti i ragazzi, che si parli di karate, di sport in generale o di vita, posso solo dire di ricercare i propri obiettivi e di non smettere di inseguirli. 

Nella vita tutto può realizzarsi, ma tante volte quello che manca è l’impegno nel realizzare ciò che vogliamo. 

Io sono stato un bambino come tutti, ma se oggi sono qui a scrivere a tutti voi è semplicemente perché ho sempre creduto in me stesso e in quello che volevo essere.

Lo sport, come la vita ci mette avanti tante difficoltà, ma non importa. 

Se volete davvero essere atleti di spessore internazionale non restate fermi o delusi da una sconfitta. 

Andate in palestra e lavorate per le vostre vittorie, perché solo così, presto arriveranno.

 

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