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Arte e Scienza dell’Insegnamento

L'insegnamento è un misto tra arte e scienza. Ecco i migliori consigli da mettere in pratica già dalla tua prossima lezione di karate.

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Insegnare è un misto tra arte e scienza. A qualcuno viene spontaneo, per qualcuno risulta un rebus irrisolvibile.

Se vuoi diventare un bravo insegnante devi capire che COME insegni è altrettanto importante (se non addirittura di più) di COSA insegni. Per farlo non basta studiare su un libro, bisogna anche possedere delle doti innate come carisma, passione ed empatia.

Come tutte le competenze però se vuoi migliorare devi allenarti! Ecco alcuni consigli da provare a mettere in pratica già dalla tua prossima lezione:

1. Quante Indicazioni Dare

L’attenzione e la memoria di una persona non sono un pozzo senza fondo (soprattutto per i bambini), quindi non puoi gettare una marea di informazioni a chi ti sta ascoltando.

Se vuoi che i tuoi allievi imparino bene qualcosa le indicazioni devono essere POCHE, CHIARE e CONCISE.

Partendo da quello che vuoi insegnare, crea una lista di sotto-argomenti e dividili ulteriormente in contenuti da proporre. Ecco un esempio per il karate:

  • Argomento: Calci
    1. Macro-argomento: Maegeri
      • Micro-argomento 1: caricamento
        • Singoli contenuti/proposte/esercitazioni da svolgere per imparare
      • Micro-argomento 2: posizione del piede e delle dita nel calcio
        • Singoli contenuti/proposte/esercitazioni da svolgere per imparare
      • Micro-argomento X: varie fasi del calcio, scopo, quando utilizzarlo ecc
    2. Macro-argomento: Mawashigeri
    3. Ecc.
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Una volta che hai scelto precisamente che cosa insegnare dobbiamo capire come insegnarlo correttamente per favorire l’apprendimento.

Ti ricordo nuovamente che le informazioni/istruzioni che darai devono essere necessariamente poche, chiare e concise. Limitati a dire:

  • A cosa serve («quello che mi interessa è…», «lo scopo dell’esercizio è…»)
  • Cosa devi fare (come vuoi venga svolto l’esercizio, a cosa pensare, quante ripetizioni, ecc)
  • Set-up (regole, sicurezza, posizione di partenza)
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2. Come Dare le Indicazioni

Quando decidi di parlare tutti, e sottolineo, TUTTI devono guardarti e ascoltarti.

  1. Assicurati di avere l’attenzione di tutti
    • richiama attivamente l’attenzione, se necessario chiama per nome
    • posizionati in modo che tutti possano vederti e sentirti
    • assicurati che dietro di te non ci siano possibili distrazioni o di essere controluce
    • mantieni il contatto visivo
    • cambia il tono di voce enfatizzando le parti salienti.
  2. Trasmetti energia!
    Devi essere come un conduttore televisivo, devi condurre e intrattenere.
    • Un esercizio che mi ha aiutato molto in questo è far finta di essere osservato o addirittura ripreso da delle telecamere per partecipare a una gara per “miglior allenatore dell’anno”. In quest’ottica quanto di più ti impegneresti?!
    • Un altro esercizio utile è filmarsi davvero e riguardarsi in seguito alla lezione. In questo modo ti renderai subito conto di quando sbagli e come poter migliorare.
  3. Spiega il COSA nel modo giusto
    Ecco le nozioni più utili che ti consiglio di ricordare:
    • Focus esterno vs interno
      Le indicazioni che diamo possono avere un focus interno, quando l’attenzione è posta sui muscoli o le articolazioni da muovere (“contrai i glutei”, “stringi gli addominali”) oppure un focus esterno, quando cioè ci concentriamo sul movimento o l’effetto che vogliamo ottenere (“spingi via il pavimento con tutta la forza che hai”, “preparati a ricevere un pugno in pancia”).
      Assicurati di usare prevalentemente indicazioni con focus esterno, le quali si dimostrano molto superiori per apprendere e svolgere al meglio un compito motorio.
    • Panino (si-no-si)
      La tecnica del “panino” è molto utile sia per spiegare che per correggere. Consiste semplicemente nel coprire una correzione con due complimenti/indicazioni (“Fai questo, non quest’altro, questo”; “ottimo il…., stai attento però a…, bravo comunque per aver…”).
    • Lista priorità
      Abbiamo precedentemente detto che la memoria e l’attenzione hanno un limite, se ti sei dilungato un po’ troppo con la spiegazione assicurati di ricapitolare i punti salienti da tenere a mente in modo che i tuoi allievi possano porre l’attenzione su questi aspetti.
    • Affermazioni vs negazioni
      Fai attenzione a questo punto perché in moltissimi lo sbagliano. Quando parli assicurati di usare delle affermazioni e non delle negazioni. Quando dici a qualcuno di “non fare qualcosa” non gli stai fornendo nessuno strumento per migliorare e cambiare. “Non perdere l’equilibrio” può diventare “mantieni bene l’equilibrio” oppure posso dargli un consiglio “mantieni lo sguardo fisso su un punto”. In altre parole non evidenziare l’azione sbagliata ma fornisci un’alternativa.
    • Proponi qualcosa di stimolante
      Assicurati anche che ciò che proponi sia in qualche modo divertente e con una difficoltà adeguata, non troppo facile o difficile.
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3. Quanto e Come Correggere

Un aspetto importante dell’insegnamento sta nelle correzioni.

Se vuoi diventare un esperto in quest’arte devi diventare come uno scultore: correggi l’errore più grave e smussa via via il resto.

Chiedere di correggere immediatamente più di una cosa per volta non fa altro che confondere l’idee e peggiorare ulteriormente il risultato. Punta invece alla qualità focalizzandoti una cosa per volta.

Per quanto riguarda il QUANDO correggere invece?

Il mio consiglio è non correggere (o dare poche indicazioni) quando l’errore è evidente, viceversa è opportuno far notare cosa cambiare. Quando infatti l’errore è già sotto gli occhi di tutti non ha senso mortificare ulteriormente la persona sottolineando che HA SBAGLIATO. Se invece l’errore è più fine, magari difficile da percepire perché eseguito in velocità o in una sequenza complessa, o semplicemente se ancora non ha chiaro cosa deve essere fatto ha senso dare le correzioni del caso.

Collegato a questo aspetto del quando correggere c’è anche il QUANTO correggere.

Il segreto sta nel trovare la giusta quantità di correzioni: troppo poche e potrebbe venir acquisito un movimento/informazione sbagliata, troppe e la persona potrebbe diventare dipendente dalle correzioni, andando così ad inficiare la capacità di apprendimento e automatizzazione. Cerca quindi di trovare la minima quantità necessaria di correzioni da dare per ottenere un movimento corretto.

Un altro ottimo consiglio da provare è di responsabilizzare gli atleti a correggersi a vicenda o auto-correggersi, chiedendo: “cosa c’è che non andava?” oppure “Prova ad auto-correggerti”.

Infine prova a prenderti la colpa. I fallimenti e gli errori portano già molta frustrazione alle persone, quando ne hai la possibilità cerca di alleggerire il carico di emozioni negative. Prova a dire questo: “scusami non sono stato chiaro, volevo che tu….” o “hai ragione non l’avevo specificato, la prossima volta fai….”.

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Sono sicuro che molti di questi consigli li conoscevi già, quello che fa davvero la differenza per diventare un bravo insegnante è…mettere in pratica le nozioni acquisite e provare a migliorare costantemente, proprio come fanno gli atleti.

Scegli 1 solo dei consigli di questo articolo, prova a metterlo in pratica già domani e fammi sapere come va.

 

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