Jun 19, 2019 Last Updated 5:31 PM, Jan 29, 2017

Dopo festeggiamenti e orde di dimostrazioni pubbliche di felicità per l'ingresso del Karate tra gli sport olimpici, è arrivato il momento di fare chiarezza su alcune questioni!!

1- Cosa è stato proposto/accettato per Tokyo 2020?

  1. Il karate farà parte del programma Olimpico di Tokyo 2020.
    Il karate svolgerà la propria competizione presso il Budokan di Tokyo in due giornate.
  2. Ci saranno sia il kumite sia il Kata individuale.
    Le categorie di peso del kumite saranno le seguenti: 3 maschili (67 kg, 75 Kg e +75 Kg) 3 femminili (55 Kg, 61 Kg, +61 Kg). Una categoria maschile ed una femminile per il Kata.
  3. Gli atleti che parteciperanno saranno 80. Esattamente divisi in 50% uomini e 50% donne.
  4. La gara si svolgerà con regolamento WKF, probabilmente rivisto dopo i convegni WKF ai mondiali seniores di Linz ed i successivi del 2018. Tra i rumors si vocifera di un accorpamento delle ammonizioni: C1 e C2 con una somma massima di 6 (solo gossip finché non sarà ufficiale).
    La federazione francese (FFKDA) scrive che i 10 atleti per categoria si affronteranno in due pools con un girone all'italiana a 5 ed i migliori due per pool disputeranno semifinale e poi le finali. 
  5. La possibilità di accedere alle olimpiadi sarà data a tutti i karateka del mondo! Non ci sarà rappresentanza di un atleta per nazione ma verranno scelti i migliori 10 di ogni categoria in base ai criteri di selezione: un ranking mondiale che terrà conto dei mondiali ed europei (panamericani, asiatici, africani) e di alcune gare che permetteranno di guadagnare punti ranking, probabilmente le premier league o apposite gare. Quindi chiunque, praticante di karate, potrà vincere tutte le premier league e accedere alle Olimpiadi. È probabile che l'atleta che vince i mondiali e magari fa risultato agli europei (o altri continenti) sarà avvantaggiato rispetto a chi vince le gare Open. Per partecipare ai mondiali gli atleti saranno scelti dalla federazione nazionale (FIJLKAM in italia).
    Alle Olimpiadi sembra che ci saranno 1 atleta giapponese per categoria, 1 atleta con wild card (scelto tra le nazioni che non hanno guadagnato la qualificazione) e 8 qualificati per categoria con un ranking.
  6. L'ammissione del karate nei giochi olimpici è solo per l'edizione 2020 (per ora). Tutto il pacchetto di sport ammessi dovrà poi essere confermato per le future edizioni, tornando ad una selezione che eccezionalmente per Tokyo 2020 è stata superata con un package di 5 sport ammessi.
  7. Per l'edizione nipponica tutti gli sport ammessi non incideranno sulle spese dell'olimpiade ma il Giappone si è fatto carico del costo degli sport dimostrativi.
  8. Le medaglie degli sport dimostrativi avranno lo stesso peso delle altre, ai fini del medagliere, ma le federazioni internazionali dei 5 sport non accederanno alla suddivisione del "gruzzolo" di soldi che il CIO mette a disposizione. 

Ora, a fronte, di quanto specificato credo doveroso dare
al Giappone quel che è del Giappone!

Al di là di aver ideato questa arte marziale, diventata per alcuni sport, il Giappone ha il grandissimo merito di essere riuscito a farlo divenire Olimpico.

Non siete d'accordo? Pensate che il merito sia di altri?

Leggete oltre!

La proposta di far entrare 5 sport e non 2 è tutta merito della commissione CIO ma il Giappone è colui che ha presentato questa rottura con il passato modificando di fatto i criteri di inclusione degli sport dimostrativi. 

Il paese ospitante ha proposto alla commissione del CIO un pacchetto di sport giovani, 3 dei quali lo sono davvero (surf, skate e arrampicata). Ha proposto anche di non farli gravare economicamente sul budget.

Chi ha deciso di includere il karate tra questi?

Secondo voi se non fosse stato nel package il karate sarebbe entrato?

Sicuramente la federazione mondiale e i membri della commissione WKF hanno svolto un ruolo determinante a presentare il karate in buona forma.

Credete che il Giappone non abbia avuto peso nella scelta dell'inclusione? sicuramente alcune scelte politiche di riunificazione hanno portato un'iniezione di fiducia nei confronti di uno sport troppo frammentato. Ottimo lavoro svolto da Takashi Sasagawa, come presidente della JKF, che ha contribuito (pare anche in soldoni) al karate a 5 cerchi.

Quindi Japan arigatoo gozaimashita!!!

E le altre federazioni?

Alcune festeggiano, alcune piangono, molte si lamentano, alcune tacciono!

Le più titolano che il karate non è solo quello della WKF e che non sarà rappresentativo di tutti i karateka.

Poi ci sono anche quelli seri che hanno capito che anche se il loro karate è diverso da quello olimpico, sarà bene non perdere la cordata e allinearsi per gli aspetti sportivi e continuare a fare il proprio Karate nel dojo.

http://www.kyokushinkaikan.org/en/news/2015/04/iko-kyokushinkaikan-and-japan-karate-federation-ally-to-bring-karate-to-the-2020-tokyo-olympic-games.html

Molti di voi praticano karate perchè negli anni 60-70 uscirono i film del mitico Bruce Lee... Lo sapete vero che praticava Kung fu? 
Quindi, domani, quando busseranno al dojo bambini e ragazzi che visto il karate in tv (alle olimpiadi) vogliono provare il KARATE, poco importa se
 troveranno il karate di Okinawa o il tradizionale o quello che vi pare... Forse l'evento Olimpiadi ne avvicinerà qualcuno in più al nostro mondo! Anche se non concordate con il regolamento e lo stile dello sport Karate!

Sperando di aver fatto maggiore chiarezza. Buon Karate a tutti! Anche a chi non lo fa Olimpico!

Articolo tradotto con l'autorizzazione dell'autore Jesse Enkamp.

Articolo originale: http://www.karatebyjesse.com/teach-children-karate-kids/ 

Come ho fatto ad insegnare Karate per 2 ore a 100 bambini (senza impazzire)

Potete immaginare di insegnare il karate a 100 bambini in una sola volta?

Io no...

Fino a quando ho insegnato al seminario a Londra 4 settimane fa.

Per 2 ore di fila, ho insegnato a 100 bambini - come se fossero in chiesa!

Disciplinati, concentrati e particolarmente silenziosi.

il Dojo non è una palestra! Regole, etichetta e falsi miti

Il Dojo o meglio Dōjō (道場) è il luogo dove si praticano le arti marziali o meglio dove si ricerca la "via": Do è traducibile come la "via" e Jo come luogo. Originariamente ereditato dalla cultura Buddista ed inteso come il luogo del risveglio di Buddha, successivamente adottato nella pratica militare per l'allenamento del Bujutsu. 

Nel budō è lo spazio in cui si svolge l'allenamento ma è anche dove il praticante instaura uno speciale rapporto con l'arte che pratica, dove si ricerca la perfezione nell'allenamento, purificando la mente e dedicandosi all'arte in tutti i suoi aspetti.

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