Jul 19, 2018 Last Updated 5:31 PM, Jan 29, 2017

Il colore delle cinture del Karate

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Il colore delle cinture del karate

Oramai un simbolo universalmente riconosciuto nel mondo, le cinture colorate, e sopratutto quella nera, sono un accessorio che identifica il karateka.

Scopriamo come sono state introdotte e poi magari qualche curiosità in più...

«Quanto alla cintura, pensavo di mettere la mia cintura nera di judo e chiedere in prestito una cintura nera per il maestro Funakoshi a un compagno del pensionato. Allora, il maestro Funakoshi disse: "Non posso mettere la cintura nera di judo, perché non conosco il judo. Sarebbe villano portare la cintura nera di judo davanti a grandi adepti di judo. Si faccia prestare una cintura bianca da uno studente del pensionato". Era estremamente corretto, e rifiutava ciò che non era giusto. Era un educatore. Ma se il maestro Funakoshi metteva una cintura bianca, io non potevo mettere la mia cintura nera. Avevamo perciò bisogno di due cinture bianche. Sfortunatamente non avevamo potuto trovarne due tra i pensionanti, e il momento della dimostrazione si avvicinava. Abbiamo deciso di trovare una buona soluzione giunti al Kodokan. Abbiamo esposto il problema al segretario e ricevuto la risposta dal Maestro Kano: "Mettetevi la cintura che avete". Abbiamo allora preso ciascuno una cintura nera di judo. Ma il Maestro Funakoshi, essendo una persona di onestà scrupolosa, non appena la dimostrazione fu terminata cambio la cintura con quella del suo kimono da città ».

Le cinture bianca e nera sono state quindi utilizzate prima nel judo. Questa testimonianza ci lascia supporre che sia a partire dal sistema del judo, che il kimono bianco e le cinture bianca e nera siano state introdotte nel karate. La tenuta di G. Funakoshi e S. Gima nel 1921 sarà ripresa a poco a poco dagli altri, e si fisserà come modello per il karate.

Dall'iniziale classificazione della DNBK (Dai Nippon Butoku Kai - Società delle virtù marziali del grande Giappone) con le qualifiche di Hanshi e Kyoshi ripettivamente "modello da imitare" e "esperto nell'insegnamento" si è passati ad una classificazione più ampia con l'assegnazione di DAN (gradino, livello) e ancora successivamente all'introduzione dei KYU (classe, rango, grado). Il M° Kano (fondatore del moderno Judo) aveva sperimentato i gradi DAN come rappresentazione dell'avanzamento del livello nella pratica e con i KYU i livelli di apprendimento anteriori all'acquisizione del 1° DAN. Il primo grado intermedio aggiunto dal maestro Kano fu la cintura verde come grado intermedio tra la bianca e la nera.

Quindi tutto è iniziato con un bicromatico bianco e nero!

Ed i colori?

Sono invenzione recente! Solo negli anni cinquanta i colori si sono moltiplicati, dapprima nel Judo e poi nel sistema Karate. Sempre il Judo per primo e a seguire il Karate introducono i gradi colorati; negli anni 20' Mikonosuke Kawaishi un esperto judoka, ju-jitsuka si trasferì in Francia dove sperimentò un sistema di classificazione utilizzando colori differenti della cintura poi diffuso nei club europei ed infine reintrodotto in Giappone. Altre fonti attribuiscono la creazione delle cinture colorate al Judoka Gunji Koizumi. 

Quindi ecco spuntare i colori che conosciamo: giallo, arancio, verde, blu, marrone. Ma anche bianco-rossa e rossa per i maestri.

All'inizio si indossa la cintura bianca: a volte è necessario sostenere un esame per ottenerla e a volte no, questo dipende dalle regole della palestra e/o federazione di appartenenza. Se si indossa la cintura bianca senza aver fatto l'esame, si è un mukyu, ovvero un senza-cintura.

6º kyu (roku kyu): cintura bianca; Shiro obi 
5º kyu (go kyu): cintura gialla; Kiiro obi 
4º kyu (shi kyu): cintura arancio (o rossa); Daidaiiro obi 
3º kyu (san kyu): cintura verde; Midori obi 
2º kyu (ni kyu): cintura blu; Aoiro obi 
1º kyu (sho kyu o ichi kyu): cintura marrone. Kuriiro obi

Ci sono poi scuole di Karate che suddividono in ulteriori Kyu (livelli dei principianti) partendo dal 9° per la bianca e suddividendo in più livelli la cintura marrone o la blu; Altri invece introducono la cintura viola tra la blu e la marrone. Altri ancora ricorrono ad un diverso ordine: Bianco, blu, gialla, verde, marrone (Kyokushin Karate).

Esistono poi le cinture bicolore, a strisce, o divise in due, utilizzate per incrementare i livelli di solito esistono di tutte le varietà intermedie tra i colori classici: bianco-gialla... verde-blu... Utilizzate per lo più per i bambini permettono di aumentare il numero di esami e quindi il tempo di permanenza in un grado. 

Ma perché questa scala cromatica?

Gli studenti delle più antiche scuole di karate molto probabilmente tingevano ripetutamente la stessa cintura di vari colori man mano che progredivano nella gerarchia. Quindi è ovvio che è possibile tingere senza difficoltà una cintura gialla per renderla verde, ma non viceversa. Un'altra spiegazione, meno attendibile, ma molto scenica, potrebbe essere che lo studente iniziava con una cintura bianca senza mai lavarla. Dopo anni di intenso allenamento la cintura diventava nera di sporcizia. Ma questa potrebbe essere una leggenda...

Ulteriore romantica visione dei colori del karate prevede: il bianco rappresenta la nascita di un nuovo seme, il giallo la luce del sole che irraggia il nuovo seme e fa cominciare la sua vita, l'arancione la potenza del sole per aiutare il seme a crescere, il verde rappresenta il germogliare della pianta, il blu è il cielo verso cui la pianta cresce, il marrone la maturazione della pianta, il nero è il buio al di là del sole.

E la Nera?

Dopo anni di pratica si arriva alla famigerata cintura Nera (Kuro Obi) e allora inizia il Karate!
Ma tutto è iniziato con la cintura Nera! All'origine o si era "apprendisti", studenti, principianti o esperti e quindi Nera!

Dopo la Kuro Obi fine dei colori?

No, tranquilli!

Ci sono ancora la cintura bianco rossa (metà bianca e metà rossa) che identifica i gradi 6° DAN e 7° DAN. Per l'8° DAN si passa alla cintura rossa.

Non allarmatevi se avete visto un quindicenne con la cintura rossa, non è 8° DAN, probabilmente è un agonista che indossa la cintura da gara. Già! Nelle competizioni si indossano la cintura blu (AO) e la cintura rossa (AKA) per contraddistinguere i due contendenti.

Materiale della cintura

Inizialmente la cintura era l'OBI del Kimono, la "fusciacca" utilizzata per il kimono tradizionale o meglio per legare lo Yukata (kimono informale). Molto probabile che le prime cinture, utilizzate negli allenamenti del TODE (karate) fossero addirittura costituite dal Koshihimo 腰ひも (cavo da anca), cintura in cotone larga circa 3,5 cm e lunga circa 220 cm tali da permettere due giri utilizzata per tenere chiuso il kimono o lo yukata. 

Fu nel 1907 che fu introdotta la prima cintura "rigida" in cotone simile a quelle che conosciamo oggi. 

Attualmente esistono cinture di cotone e di seta con altezze dai 3,5 cm ai 5 cm e con lunghezze idonee ad ogni corporatura.

Lunghezza, ricami, strisce e molto altro

A seconda della scuola e della moda si possono vedere cinture e karategi (ma questa è un'altra storia) di lunghezze diverse. Nel Judo la cintura è legata con le due estremità molto corte anche per una questione pratica dove la cintura "pendende" potrebbe infastidire nella pratica.  Nel karate, seconda la scuola, si vedono cinture che sporgono come due "mozziconi" o lunghe oltre le ginocchia. Il regolamento di gara WKF impone una lunghezza di circa 15 cm di sporgenza per ogni lato oltre il nodo e l'assenza di scritte oltre il consueto marchio di fabbrica, ma questo per le due cinture rosse e blu da competizione.
Alcune scuole riportano i DAN sulla cintura nera apponendo delle strisce orizzontali su una delle estremità, mentre molti personalizzano i due lembi della cintura con scritte giapponesi e non solo. Solitamente il proprio nome viene apposto dal lato dell'etichetta del produttore e sull'altro lembo il nome dello scuola, ma sono frequenti anche motti o precetti del karate. 

Per una certa corrente di pensiero la cintura non va mai lavata perché la pulirebbe dal sudore versato sul tatami e conseguentemente dall'esperienza maturata come karateka. Se siete amanti dell'igiene lavatela a freddo meglio a mano e non asciugatela in asciugatrice o ai raggi diretti del sole. Considerate che il cotone potrebbe ritirare.

Una curiosa usanza solo del Judo, che il karate non ha importato, è che le cinture nere da donna hanno una striscia longitudinale di colore bianco. 

 

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 22 Gennaio 2016 09:08
Leonardo Marchi

Ciao, sono Leonardo e sono il Direttore del sito Karateka.it. Sono un appassionato di Karate, maestro 5° Dan FIJLKAM. Pratico Karate dal 1982 quando ho iniziato sotto l'insegnamento del M° Dino Piccini. Mi sono dedicato al Kata e poi all'agonismo di Kumite fino al 1995 quando ho iniziato la strada dell'insegnamento con la qualifica di Allenatore ho fondato l'associazione AKS di Sesto Fiorentino.

Sito web: www.karateka.it

1 commento

  • Link al commento M° Emilio Dalli M° Emilio Dalli Venerdì, 22 Gennaio 2016 15:51

    Finalmente qualche notizia interessante.

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