May 26, 2018 Last Updated 5:31 PM, Jan 29, 2017

Le origini del nome Karate

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Le origini del nome Karate

Prima che la nota arte marziale di Okinawa acquisisse l’attuale nome di Karate, in un primo tempo venne chiamata Te e in seguito Tōde. Cerchiamo di comprendere il significato e l’origine di tali termini.

La prima descrizione del termine Ti o Te – rispettivamente nel dialetto di Okinawa e nella lingua di Tokyo (手) – o “mano” intesa come “tecnica di combattimento”, ci proviene da un’opera redatta nel 1683 da Tei Junsoku (1663-1734), un magistrato e politico di grande levatura nato nel villaggio cinese di Kume e ricordato come una sorta di illuminato Ministro dell’Istruzione, riconosciuto per i suoi meriti sia in Okinawa che nel Giappone centrale.

Il termine Tuidi o Tōde – anche in questo caso il primo nel dialetto di Okinawa e il secondo nella lingua di Tokyo (唐手) – letteralmente “Mano dei Táng”, di cui il termine “mano” dev’essere inteso come “tecnica, abilità” e Táng, che coincide con l’omonima dinastia cinese, possiede il significato di “cosa eccellente”, da cui senso di “oggetto realizzato ad arte” e quindi “tecnica pregiata”, proviene dall’appellativo del nobile Kanga Teruya (1786-1867). Meglio noto come Tōde Sakugawa, questo grande esperto nell’arte del combattimento cambiò il suo cognome da Teruya in Sakugawa a causa dell’omonima isola donatagli dal sovrano, per i servigi resi al regno di Ryūkyū. Fu il primo esperto documentato di Tōde in riferimento alla sua perizia nelle arti marziali cinesi settentrionali.

Riguardo al nome giapponese Karate (空手), o “Mano vuota”, questo termine venne posto per iscritto la prima volta da un esperto chiamato Chōmo Hanashiro (1869-1945) in un documento redatto nell’agosto 1905 chiamato Karate Shōshū Hen (空手誦習編), lett. “Imparare la trama del Karate”, più spesso tradotto come Karate Kumite (空手組手), o “Il combattimento nel Karate”.14 Nel 1929, lo stesso termine venne utilizzato da Funakoshi, dopo aver discusso il problema con un gruppo di ricerca di suoi allievi che frequentavano l’università Keio. Quindi lo utilizzò per il suo terzo libro Karate-dō Kyōhan pubblicato nel 1935.

Poiché questo concetto aveva fatto sclapore, il 25 ottobre 1936 venne adottato ufficialmente in Okinawa in occasione di un famoso convegno in cui erano presenti i maggiori esperti dell’arte marziale delle Ryūkyū che si erano riuniti, perché la comune disciplina venisse ufficialmente riconosciuta nel Giappone centrale.

Da un punto di vista letterario, il nome kū o kara (空) proviene dal Maha-prajñā-pāramitā sutra (sanscrito: प्रज्ञापारमिता), o “Grande perfezione della saggezza”, una raccolta enciclopedica di testi attribuiti al filosofo buddista Nāgārjuna (150-250 d.C.) nativo dell’India meridionale che seguiva la corrente Mahāyāna. Questo testo era stato precedentemente tradotto in cinese dal monaco Xuán Zàng (602-664) e dai suoi assistenti, quindi introdotto in Giappone come in altri stati asiatici. Il passaggio cita testualmente “La forma non è altro che vuoto, il vuoto non è altro che forma”.

In merito ai termini Shuri-te, Tomari-te e Naha-te, occorre notare che vennero usati dal 1927 fino alla fatidica riunione del 1936, momento in cui si convenne di utilizzare ufficialmente il nome Karate.

Un ultimo concetto conosciuto ed utilizzato da molto in Okinawa, ma divenuto noto solo dopo la pubblicazione dell’omonima opera di John Sells è Unante (無空), più esattamente Unante Karate (無手空手), il cui significato è “Non ho niente nella mia mano”. Dunque, i termini Unante e Karate possiedono lo stesso significato e sono perciò intercambiabili. Per questo motivo – secondo l’uso linguistico giapponese – il corretto nome completo della presente discplina dovrebbe appunto essere Unante Karate. Con molte probabilità, è possibile che i giapponesi abbiano abbreviato in tal modo il concetto oggi universalmente conosciuto come Karate.

Il presente articolo è stato tratto dal volume: “Il sistema stilistico Shōtōkan” di Massimo Braglia.

FOTO:
Statua in bronzo di Tei Junsoku (1663-1734) a Nago, Okinawa.

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Ottobre 2016 14:06
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