-

Come rendere interessante una lezione di karate con il metodo AIDA

Hai mai pensato di utilizzare un modello teorico del marketing per la tua lezione di Karate? Segui l'acronimo AIDA e vedrai che saranno lezioni esplosive!

Aida-lezione-karate-successo

Set 17, 2020

Vediamo come un modello teorico della pubblicità ci può aiutare a sviluppare una lezione di karate (e non solo) più interessante.

Ti capita spesso di annoiarti durante una lezione, hai difficoltà ha costruire un allenamento interessante e seguito dai tuoi allievi? Proviamo a risolvere con questa teoria del marketing applicata al Karate.

AIDA: modello teorico del marketing

AIDA è un modello teorico di funzionamento della pubblicità. Acronimo che riassume i quattro punti fondamentali ai quali un prodotto pubblicitario deve far fronte per essere efficace: 

  • Attenzione, 
  • Interesse, 
  • Desiderio, 
  • Azione.

Dalle iniziali l’acronimo AIDA.

4 punti per rendere interessante la lezione di Karate

Aida-marketing-model

Attenzione (Attention o Awareness). Mi pare palese che catturare l’attenzione di chi ascolta le tue lezioni è un elemento fondamentale! Vista la quantità sempre crescente di stimoli ai quali sono sottoposte le persone e gli adolescenti e i bambini ancora di più, si rende necessario catturarne l’attenzione.

Pensate che in campo pubblicitario si parla dai 300 ai 3000 stimoli (annunci) ai quali siamo sottoposti giornalmente.
Per difesa il nostro cervello filtra e percepisce soltanto alcuni di questi. E di quelli percepiti sono una piccola parte riesce ad influenzarci.

Quindi se i nostri messaggi, che non saranno pubblicitari, ma cognitivi e motori non sono stimolanti vengono sempre più filtrati dal sistema di difesa.

Se da una parte diviene sempre più difficile catturare l’attenzione di chi è ultra-stimolato è altrettanto vero che gli stimoli giusti possono distinguersi nel mare dello stimolo digitale e virtuale!

Facciamo un esempio pratico: bambini principianti 8-10 anni.
Arriva in palestra e disponi tutti gli allievi seduti, dimostra al centro del tatami un kata in religioso silenzio oppure con un partner esegui una serie di tecniche di kumite, bunkai o quello che vuoi proporre.
Hai catturato l’attenzione?

Interesse (Interest). Accendere l’interesse è il secondo step per poter creare un’allenamento interessante. Una volta catturata l’attenzione devi riuscire a farti ascoltare, a farti seguire e devi insinuarti nell’attenzione selettiva.
Devi fare in modo che l’interesse non sia indotto ma nasca dal praticante, devi capire quale sono le sue motivazioni e far si che sia interessato a seguire per raggiungere il suo obiettivo.

Devi far si che quanto ha attirato l’attenzione diventi interessante. Volete bambini diventare bravi a difendervi? volete diventare i più bravi nel combattimento? volete imparare il kata del maestro Funakoshi, tramandato da oltre cento anni, dove sono celati i principi di difesa del karate?

Desiderio (Desire). Devo riuscire a innescare il processo di creazione del desiderio. Spesso questo punto è legato all’empatia, chi prende parte alla tua lezione dovrà identificarsi nel tuo modello; Una sorta di proiezione del suo io nella tua figura di karateka esperto.

Legato alla precedente azione, se sono una figura ambita o se l’esecutore lo è, avrò sicuramente instillato il desiderio di diventare capace di eseguire quella tecnica saltata, o conoscere quel significato segreto…

Azione (Action). Sei riuscito a catturare la sua attenzione, è interessato a quanto gli proponi, desidera imparare per diventare bravo quanto te (o i compagni di riferimento), adesso è il momento dell’Azione!
Cioè allenarsi!
Devi impegnarti nell’allenamento se vuoi diventare bravo come me e riuscire a fare quello che ti interessa!

Adesso devi agire per far si che quanto hai proposto come modello sia contenuto nella tua lezione.
Spesso proponiamo dei modelli poi disattesi nell’allenamento. Dovevo imparare a difendermi e ho 45′ di fondamentali. Mi fido del Sensei, mi ha convinto che posso diventare bravo a difendermi, mi sto impegnando ma non vedo il nesso…

Attenzione-karate
Leggi anche: Proiezioni Karate: le Tecniche che funzionano

Limiti del modello

L’AIDA fu presentato per la prima volta nell’anno 1898 da Elias St. Elmo Lewis, e dopo negli anni venti da E.K. Strong, per poi divenire popolare a partire dagli anni sessanta.

Il modello è come tutti i modelli di marketing criticabile e opinabile e soprattutto ce ne sono di nuovi che lo superano o lo affiancano. Spesso questi modelli sono utilizzati per capire come mai una pubblicità o una promozione non ha funzionato. Quindi più utili a posteriori che nella programmazione.

Puoi fare lo stesso con la tua lezione:
Puoi analizzare una delle tue lezioni poco efficaci e capire in quale dei punti precedentemente spiegati sei stato carente.

Estensione del modello: BAIFDASV

Azione-karate

Recentemente, Christian Betancur propone un processo più completo: il modello BAIFDASV che inizia con l’individuazione di un Bisogno (un’opportunità o un problema del cliente).

Bisogno può essere nel nostro caso di diversa natura: bisogno di divertirsi, di diventare campione, di sapersi difendere, prendere la cintura nera, di appartenere ad un gruppo, di diventare allenato, di stare bene con se stessi….
In tutti i casi sarebbe opportuno sapere i bisogni dei nostri atleti/discenti/karateka.

Dopo l’Attenzione e l’Interesse, deve nascere la Fiducia.

Fiducia verso colui che insegna, fiducia in se stessi, fiducia sulla bontà di quello che dovrò fare. Se non ho fiducia non proseguirò verso il desiderio e poi l’azione.

In questo modello modificato non ho terminato il mio compito quando ottengo l’azione ma dovrò verificare il lavoro svolto con ulteriori due step:

Soddisfazione dei bisogni precedentemente individuati e concordati.
Volevo fare Karate per sentirmi più sicuro, dopo quello che ho appreso mi sento più sicuro.

Valutazione da parte dell’utente circa l’intero processo.
La lezione di oggi è stata proficua? ha risposto alle mie esigenze? Ho soddisfatto i miei bisogni?

Se la valutazione sarà positiva, tornerà motivato e consiglierà ad altri (la fedeltà dell’allievo).

Ottenere la fiducia

La fiducia è un elemento chiave nel processo, e può essere raggiunta in diversi modi:

  1. Immagine personale e del Sensei e del Dojo.
  2. Empatia con l’allievo.
  3. Professionalità (quanta conoscenza ti attribuisce l’allievo).
  4. Etica senza dubbio.
  5. Impegno durante l’insegnamento e nel far sì che l’allievo si senta considerato.

La fiducia è il collante che lega la società e incoraggia relazioni forti e affidabili tra le persone, tra docenti e discenti e nei rapporti di un Dojo.

Se vuoi approfondire l’argomento abbiamo scritto un intero articolo dedicato proprio a come ottenere la fiducia dei tuoi allievi!

Sei pronto per strutturare la tua lezione di successo?
Facci sapere cosa ne pensi e lasciaci nei commenti eventuali risultati…

Scegli come continuare il tuo allenamento:

Lascia un commento

Iscriviti alla newsletter e ricevi la guida con tutte le mosse del Karate illustrate

La tua migliore E-mail

Utilizziamo Mailchimp come piattaforma di marketingLeggi altro sulla privacy di Mailchimp