Sep 21, 2018 Last Updated 5:31 PM, Jan 29, 2017

Segui Jesse Enkamp, The Karate Nerd, in un epico viaggio ad Okinawa (il paese di nascita del Karate), esplora la storia, la filosofia, la cultura e la conoscenza del Karate tradizionale di Okinawa ed il Kobudo.

Per voi raccolti i link delle 8 puntate che vi consigliamo di non perdere!

 

Jion - 2° parte

  • Set 20, 2018
  • Pubblicato in Kata

JION: La tecnica misericordiosa del Lúohàn

di Massimo Braglia

Copyright © 2015. All right riserved.

Leggi la prima parte dell'articolo. 

I documenti moderni sul kata Jion

La prima informazione scritta sull’esistenza del kata Jion compare nei due libri di Gichin Funakoshi pubblicati negli anni ’20. A questo proposito, il Maestro li descrisse con i caratteri fonetici Jion (Ji-o-n, ジオン) mentre nella sua terza opera del 1935 utilizzò i già citati ideogrammi Ji-on (慈恩), il cui significato è ‘Misericordia e benevolenza’:1

Jion

  • Set 20, 2018
  • Pubblicato in Kata

JION: La tecnica misericordiosa del Lúohàn

di Massimo Braglia

Copyright © 2015. All right riserved.

 

Il kata Jion deriva dalle modifiche apportate nella scuola Shōtōkan all’omonima forma che troviamo in alcuni sistemi stilistici di Karate che si ispirano allo Shōrin-ryū di Okinawa.

L’assenza di questo kata da qualsiasi tradizione classica di Okinawa e l’analisi delle tecniche in esso contenute ci porta ad ipotizzare che Ankō Itosu l’abbia creato sintetizzando principalmente i movimenti presenti in Jitte e Ji’in in aggiunta a quelli presenti in qualche altra forma. Inoltre, il fatto che tutti e tre i kata inizino con il nome Ji e che possiedano la stessa forma di saluto lascia pensare che Itosu abbia voluto realizzare tre forme-sorelle come aveva già fatto per il gruppo dei Naihanchi (Tekki) e dei Rōhai (presenti solo nello Shitō-ryū), dalla cui sintesi Gichin Funakoshi creò successivamente il kata Meikyō.

Le origini del nome Karate

Le origini del nome Karate

Prima che la nota arte marziale di Okinawa acquisisse l’attuale nome di Karate, in un primo tempo venne chiamata Te e in seguito Tōde. Cerchiamo di comprendere il significato e l’origine di tali termini.

La prima descrizione del termine Ti o Te – rispettivamente nel dialetto di Okinawa e nella lingua di Tokyo (手) – o “mano” intesa come “tecnica di combattimento”, ci proviene da un’opera redatta nel 1683 da Tei Junsoku (1663-1734), un magistrato e politico di grande levatura nato nel villaggio cinese di Kume e ricordato come una sorta di illuminato Ministro dell’Istruzione, riconosciuto per i suoi meriti sia in Okinawa che nel Giappone centrale.

Ci sono alcune diverse interpretazioni riferite alla storia del Tomoe, forma arcaica che assomiglia vagamente ad una virgola o ad una cometa.
La ritroviamo spesso nella forma a tre (mitsudomoe) e, più raramente in quella a due (futatsudomoe), sia rivolta a sinistra (hidari mitsudomoe) che a destra (migi mitsudomoe).

Il legame simbiotico tra Okinawa e la regione del Fujian in Cina, protrattosi per secoli durante il periodo dell’antico Regno delle Ryukyu, ci aiuta a comprendere come l’arte di combattimento cinese sia entrata a far parte della cultura dell’isola, in particolare attraverso il canale privilegiato rappresentato dal piccolo villaggio di Kume, nei pressi di Naha, all’epoca rigoglioso centro della cultura cinese ad Okinawa.

Le arti marziali cinesi in un antico dipinto

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