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Esiste uno stile nel kumite?

Maestro ma esistono gli stili nel kumite? apparentemente banale l'analisi della risposta porta a inevitabili approfondimenti.

stili_kumite

Sappiamo che il motto di karateka.it è:

Tanti stili un solo Karate.

karateka.it

È innegabilmente gli stili di Karate siano tanti, e molti Karateka sono così affezionati al proprio da farlo diventare, in una sorta di campanilismo, il migliore degli altri.

Shotokan, Shito ryu, Gojo ryu, Wado ryu, Kyokushinkai, Uechi ryu, e chi più ne ha più ne metta… quando si tratta di fondamentali di stile, kata o esercizi a coppie, ognuno difende i propri come un figlio.

Ma quando si parla di kumite? molti stili spariscono, alcuni non praticano il moderno kumite da gara, e in genere si fa molta fatica a distinguere un kumiteka Shotokan, da quello Shito o Goju.

Stili di Kumite: Le regole condizionano i contenuti

Il kumite agonistico ha delle regole ed è condizionato da queste per il raggiungimento del risultato: bisogna essere efficaci per vincere un incontro rispettando delle regole.

Ecco che così spariscono il 90% delle tecniche di base, e addirittura se ne introducono molte che non sono contenute nei fondamentali di stile.

Non a caso, una mia allieva mi ha chiesto: “Ha senso che approfondisco le basi, la respirazione, le fondamenta con le posizioni, le tecniche di difesa o di ricezione, le proiezioni tradizionali, e poi il kumite agonistico si risolve con altre tecniche e altri principi?”

Una domanda che se pratichi da anni ti risulta quasi banale, ma che in realtà non lo è affatto. Vediamo perché.

Nel Kumite esistono gli stili?

Per capire se nel kumite esistono gli stili, iniziamo facendo una distinzione tra:

  • Chi allena il Karate;
  • Chi allena il Karate agonistico;
  • Chi cerca delle connessioni tra vecchio e nuovo.

Lasciamo le motivazioni alla pratica quali la difesa personale, gli aspetti esoterici o la salute e teniamoci solo quelle agonistiche (non dico di farlo, ma almeno di provarci per arrivare in fondo a questo articolo, senza le zavorre di qualcosa di inutile).

Se non sei d’accordo lo capisco, non lo devi essere per forza, ma è un dato di fatto: chi vince le competizioni si allena per quello.

Non avendo il tempo di fare tutto bene, chi compete, sceglie di fare solo quello che funziona.

Nel caso di chi si allena alle competizioni di Kumite, lo fa attraverso la pratica delle tecniche consentite, utili e funzionali.

Allora tutti gli stili allenano nello stesso modo il kumite agonistico?

La grande distinzione moderna, è da ricondurre più ad una scuola di pensiero che ad una scuola tradizionale (stile).

Sappiamo certamente che le tecniche utilizzate sono poche e che la variabilità è data dalla combinazione di pochi elementi di base e la tattica utilizzata.

Le tecniche del kumite

Osservando un combattimento del moderno Kumite Shiai troviamo sostanzialmente 8 tecniche (qualcuna è così raramente utilizzata che non la voglio contare):

  • Kizami zuki.
  • Gyaku zuki.
  • Uraken uchi.
  • Oi komi zuki.
  • Mawashi geri (nelle due versioni chudan e jodan).
  • Ura Mawashi geri.
  • Yoko geri.
  • Mae geri.
  • Ushiro geri.
  • Ushiro ura mawashi geri.
  • Proiezioni (de ashi barai, o soto gari, ko soto gari, e poco altro…).

Ora, se ricerchiamo le suddette tecniche nel kata troviamo a malapena 4 di queste e comunque con principi diversi e modalità tecniche non comuni. Basti pensare alla posizione di base e farne paragone con quelle trovate nei kata: sono due cose diverse!

Quindi le tecniche del kumite da gara sono tecniche specifiche nate per lo scopo della competizione?

Sì!

Nascono in un karate recente dopo il 1920, con la modernizzazione a cura del terzo figlio di Funakoshi, Yoshitaka, e poi degli allievi che diverranno caposcuola del Karate moderno. Ci sono svariate teorie della provenienza di queste tecniche da altre discipline e dell’influenza occidentale nel karate che noi riteniamo tradizionale.

Dal Karate Difesa Karate Sportivo

Quello che è certo che siamo passati da tecniche per i fini della difesa alla persona a tecniche con finalità agonistiche.

Non esiste ad esempio un calcio mawashi geri nei kata (tradizionali) di nessuno stile (forse nel Kyokushinkai dove i kata recenti sono successivi all’introduzione delle suddette tecniche).

Come è possibile che una tecnica largamente utilizzata oggi nel combattimento (non solo del karate) non fosse presente nelle forme che contengono il bagaglio tecnico dell’arte marziale?

Semplice non esistevano perchè non ritenute utili per le finalità del To-de (il nome iniziale del karate).

Leggi anche: La tecnica Morote uke, perché è così importante

Scuole (e non stili) di kumite

Quindi, più che di stili, possiamo parlare di scuole del kumite che trasversalmente vengono utilizzate da stili diversi. Ci sono così stili diversi con stesse scuole di kumite e stili uguali con diverse scuole di kumite.

Le moderne scuole sono una derivazione dell’influenza scientifica applicata al karate sportivo da parte delle diverse direzioni tecniche che trasmettono scuole di pensiero tecnico e tattico.

Facciamo un esempio con tecniche semplici come un kizami zuki. Ci sono diverse modalità esecutive nel kumite agonistico e se ad un’occhio inesperto possono sembrare tutte uguali ci sono principi opposti e strategie diverse.

In alcune scuole si insegna che prima parte la spinta dei piedi e poi il braccio, che deve arrivare solo a spostamento stabilizzato, in altre di insegna che la prima cosa che parte è il pugno, che “tira” la posizione in avanti… chi vuole le anche aperte, chi chiuse, chi il busto eretto, chi sbilanciato, chi ritrova lo zanshin tornando indietro chi uscendo in rotazione, chi ancora cambiando guardia.

Sebbene possano sembrare variazioni della stessa tecnica non è così: scegliere una strada non preclude le altre ma spesso le condiziona.

Qual è lo stile di kumite giusto? tutti e nessuno. Ogni scelta tecnica e tattica porta vantaggi e svantaggi. Il tatami darà ragione agli atleti più forti e ce ne sono di scuole diverse.

Purtroppo spesso non si sceglie sulla base di principi scientifici ma solo di moda del momento che porta al risultato immediato.

Questo può creare campioni nel breve periodo ma non insegue la scienza e quindi non crea solide basi per un futuro nel karate. I principi scientifici moderni supportati da ricerche possono modificare il karate antico, a mio modo di vedere, elaborando il “vecchio” e imparando il “nuovo”. Se invece solo supportati dal momento propizio per vincere le competizioni rimarranno vuote appena queste si sgonfieranno.

Quante e quali scuole di kumite?

Le differenze possono apparire dei tecnicismi sottili ma sono determinanti. Vediamo insieme un’elenco approssimativo delle variabili del kumite.

  • Posture di guardia
    • posizione delle gambe (Shiko, zenkutsu, kokutsu, kiba, ovviamente adattate al kumite);
    • postura delle braccia: guardia alta, media, bassa.
  • Difesa [tutte sono usate, ma scuole diverse fanno un uso maggiore di una delle tre]
    • prevalenza di parate;
    • prevalenza di schivate;
    • prevalenza di modifica della distanza.
  • Tipologie prevalenti di strategia [sempre prevalenza di una o più]
    • anticipo;
    • rimessa;
    • controtempo;
    • attacco.
  • Posizione sul tatami
    • pressing dominante;
    • pressato (lavoro dall’angolo subito).
  • Footwork – ashi waza
    • movimenti laterali;
    • lavoro in linea;
    • spostamenti circolari.
  • Differenti interpretazioni tecniche sui fondamentali.

Ci tengo a precisare che il kumiteka deve (o comunque ci prova) padroneggiare tutte le diverse situazioni sopra descritte ma inevitabilmente avrà una prevalenza di lavoro in una direzione (visto che spesso sono addirittura contrapposte).

Il mix delle scelte delle variabili crea la scuola di kumite e quindi lo “stile” prescelto.

Trattandosi di sport situazionale questo avviene anche in altri sport catalogati come tali.

Anche se non mi intendo di calcio, le diverse squadre vincenti nei campionati non applicano gli stessi principi, quindi potremmo dire che si può vincere in modi diversi senza per questo definirne una scuola vincente; Altrimenti tutti giocherebbero nello stesso modo.

Così nel karate sportivo kumite: basta osservare le diverse composizioni delle classifiche dell’ultimo campionato del mondo per comprendere che non c’è una scuola dominante e che quindi diversi “stili” di karate possono risultare vincenti.

I campionati mono-stile esistono. Il combattimento a contatto del Kyokushin è limitato a tutti gli stili che utilizzano quel tipo di tecniche e di kumite regolato. Ovviamente un kumiteka WKF non avrebbe particolare successo in un campionato con regole kyokushin e viceversa.

 

2 commenti su “Esiste uno stile nel kumite?”

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