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Karate Talks: Intervista a Junior Lefevre

Il pluri campione del mondo Junior Lefevre si racconta a Karateka. Con uno degli atleti più vincenti del Karate moderno parleremo delle recenti modifiche del regolamento e il presente e futuro del Karate sportivo.

Intervista al pluricampione Junior Lefevre

Gen 16, 2017

Leggi l’intervista a Junior Lefevre o guardala in video:

Ciao Junior, grazie per il tuo tempo!

Cosa ne pensi del cambio di regolamento messo in atto dalla WKF dal 2017, soprattutto relativamente all’introduzione del Senshu?

Penso che il nuovo regolamento messo in atto dalla WKF sia una buona cosa per rendere il combattimento maggiormente attraente.

Abbiamo visto che i combattenti attendono molto tempo prima di essere attivi.

Quindi la messa in opera della modifica del Senshu sul primo punto è un’idea per rendere più attraente il combattimento. Soltanto il tempo ci dirà se è stata o meno una buona idea.

L’idea dell’Atoshi baraku negli ultimi 15 secondi credo sia migliorativa, perché 10″ sono un periodo troppo breve per la componente Tattica. Gli attuali 10″ sono un tempo molto corto ed è facile occuparli per chi vince e molto difficile per il perdente, 20″ renderanno più attraente il combattimento.

Adesso il combattimento è più accattivante a cercare il primo punto.

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Non so, è sarà il tempo a dircelo, se è corretto il combattimento della durata di 3′ o è meglio ridurre a 2′. Il primo che segna punto è in vantaggio, ma se entrambi attendono si rimane nella stessa situazione di oggi. Quindi vedremo se sarà meglio ridurre a 2′ o 2’30”.

Pensi che sia necessario un cambio di regolamento anche nel kata?

Personalmente trovo che il kata a bandierine non sia una buona cosa, perché il pubblico non comprende e non è in grado di capire con kata di stili diversi quali sono i criteri di valutazione.

Penso che sarebbe meglio un regolamento a punti con una serie di punti tecnici e una serie estetici, come avviene nella ginnastica artistica e mettere un grado di difficoltà dei kata.

Ad esempio, nello Shotokan, un kata come Unsu dovrà avere un grado di difficoltà mentre un kata come Bassai Dai dovrà averne uno più basso. Così il pubblico potrebbe capire perché uno prende più punti dell’altro.

È possibile allenare kata e kumite o pensi che sia necessario allenare una sola specialità?

Nelle competizioni tradizionali dove si eseguono ad un turno il Kata e all’altro il kumite è possibile.

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Ma nella WKF il karateka si specializza in una delle due specialità. Potrebbe essere una buona cosa variare e fare un campionato misto, ad esempio in Giappone vengono realizzati dei campionati misti (kata e kumite) e dei campionati a coppie di kumite e questo potrebbe essere stimolante per i giovani.

Cosa ne pensi del livello degli atleti italiani che hai riscontrato in questi due giorni di stage?

Abbiamo visto che in Toscana ci sono molti atleti con notevoli capacità, una buonissima esplosività, ma gli manca la capacità di analizzare.

Il problema che riproducono quello che gli viene detto senza capire, dimentichiamo che il karate non è soltanto fare ma comprendere; e una volta che avranno capito e che conosceranno meglio il loro corpo sarà più facile.

Cosa pensi del Karate tradizionale?

Per me il karate tradizionale e quello sportivo sono la stessa cosa,  Io sono tradizionale e sono sportivo… una cosa sola.

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