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Luigi Busà e Laura Pasqua – Karate Talks #9

Laura Pasqua e Luigi Busà, i capitani della Nazionale Italiana Kumite si raccontano insieme!

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Con il Capitano della Nazionale Italiana Kumite Luigi Busà e la Capitana della Nazionale Italiana Kumite Laura Pasqua, parliamo di matrimonio, Olimpiadi e litigate 😆

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Intervista a Luigi Busà e Laura Pasqua

Un’intervista spettacolare alla coppia del Kumite più forte in Italia. I due capitani della Nazionale al microfono di Alessio!

ALESSIO SORRENTINO: Buonasera a tutti, siamo in compagnia di Laura Pasqua e Luigi Busà

LAURA PASQUA: Ciao buonasera!

LUIGI BUSÀ: Ciao a tutti!

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A: Oltre a darvi il benvenuto vi presento velocemente, per chi magari ancora non vi conosce.

Luigi Busà e Laura Pasqua sono i due capitani della nazionale italiana di Kumite.

Ci stanno arrivando numerosi auguri per la laurea di Laura, un grandissimo traguardo poiché non è stato sicuramente facile tenere tutto insieme, soprattutto a livello mentale. Ci vuole una grande tenacia a studiare, lavorare e allenarsi allo stesso tempo, lo studio penso sia difficile tanto quanto stare sul tatami.

Laura Pasqua: eh si, lo è stato. Per me infatti è stata una grande soddisfazione per questo, lo studio mi ha impegnata tantissimo però mi ha anche salvata.

Perché comunque sia penso che chiunque, qualunque atleta anche di alto livello che vive per questo sport, vive di allenamenti, arriva ad un certo punto in cui ci si identifica solo con quella parte della propria vita e ci si dimentica di tutto il resto.

Quindi anche i sogni che avevo da bambina al di fuori dello sport e dei traguardi che ho poi raggiunto, sono tornati a galla.

Mi è sempre piaciuto poter diventare una psicologa, in particolar modo psicologa sportiva, quindi unire i due mondi, le due parti di me, e quindi mi sono impegnata per trovarmi pronta all’età giusta. Non è stato facile, però se la motivazione è grande si riesce a fare tutto.

A: sisi, anche perché la parte psicologica, per ogni atleta che finora abbiamo intervistato, è molto importante; in un mondo come quello di oggi pieno di stimoli, avere qualcuno che riesca a farti mantenere il focus sia fuori che sul tappeto non è facile.

Laura: esatto, poi dobbiamo anche combattere con il significato che si attribuisce alla figura del mental coach, perché in molti paesi si collega all’ “avere un problema”, in realtà non è così. Come alleni il fisico dovresti allenare la mente, quindi sarebbe consigliato per poter alzare l’asticella.

A: anche perché per me è una paura per tanti anche all’università per tenere tutto insieme, il fatto di essere campionessa ti porta ad inspirare gli altri, è un esempio che voglio ribadire. 

Laura: si esatto, io ho anche colleghi nel Judo che si sono laureati in giurisprudenza. Con organizzazione si riesce in tutto. Il mio metodo era quello di fare un pochino ogni giorno, inserirlo nella routine.

A: perfetto, vi chiedo di presentarvi al pubblico dicendo qualcosa di voi che gli altri non sanno, qualcosa che non avete mai detto a nessuno.

Laura: sono titolare dei 61 kg della nazionale, forse un piccolo aneddoto è il fatto che ho sempre voluto fare ginnastica artistica, quindi ho fatto i due sport contemporaneamente da piccola.

Poi ho scelto il Karate, non me ne sono mai pentita, ma una piccola parte di me si chiede continuamente come sarebbe andata se avessi continuato invece ginnastica. Ancora oggi resto incantata quando la guardo.

Luigi: io invece, sono il più forte ahahahh.

Niente, io una cosa scaramantica, indosso sempre lo stesso costume blu alle gare (Lavato ovviamente).

Finita la carriera dopo la medaglia alle olimpiadi diventerò sicuramente un imprenditore. Mi vedo in giacca e cravatta a chiudere contratti importanti, nel settore del karate.

Questa disciplina è così bella, veniamo sponsorizzati poco a livello di sport, non come modelli o attori. Vorrei divulgare questo sport, portare un po’ di business e fare economia. 

A: spero vorrai collaborare con Karateka! Ci farebbe molto piacere, questo è un progetto che punta a colmare proprio la mancanza di luce anche sui campioni del karate e dello sport stesso, speriamo di entrare nel vivo dei mass media anche con le olimpiadi.

Ci trovi molto contenti perché vediamo che manca chi si mette a fare proprio questo anche a livello nazionale. Ci fa piacere infatti per questo di avervi ospiti, vi ringrazio ancora.

Io vi volevo chiedere una conferma, su di un aneddoto: quando ero giovane avevo una ragazzina con cui ero fidanzato che faceva con me karate, con cui litigavo sempre (e dico sempre) proprio mezz’ora prima dell’allenamento. Questo comportava che quando si facevano le coppie per fare gli scambi mi puntava subito come uno squalo, e io un mawashi chudan tutte le sere lo portavo a casa.

Ovviamente lei ha sempre negato questo legame, ma visto che anche prima mi avete detto che vi capita di scambiare insieme, tu Laura come sei in allenamento? Ti capita di scaricarti su di lui? E viceversa ovviamente.

Laura: no allora, capita sicuramente di allenarci insieme, vivendo insieme e tutto. Però non possiamo proprio scambiare in allenamento perché diventa un problema, iniziamo a litigare dopo 3 secondi.

Infatti in questo periodo particolare dove siamo obbligati e fortunati a poterci allenare insieme, cerchiamo di andarci piano perché sennò ci arrabbiamo subito. Io so esattamente cosa devo fare, quindi quando si tratta di dover solo riscaldarci so cosa e come devo fare per lui. Il problema subentra quando devo allenarmi anche io.

Perché? Eh, perché anche se lui respira, a me dà fastidio come respira. Questo è il concetto! Quindi litighiamo sicuro. Anche quando lo metto un minimo in difficoltà, lui non mi lascia andare finchè non mi fa altri dieci punti in più.

A: quindi Luigi Busà volevo proprio chiederti chi sia l’avversario che temi di più ma credo di avere avuto già la risposta!

Luigi: si ahah calcola che sono 3 anni che abbiamo deciso di non combattere più insieme!

Adesso è difficile, siamo proprio agli opposti, abbiamo due modi tanto diversi ma ne siamo consapevoli e evitiamo. È difficile.

A: immagino che con una personalità forte così si cerca comunque qualcuno che ci tenga testa, anche per la quotidianità.

Luigi: si infatti, conta che per adesso la lotta è per il Bimbi.

A: allora perfetto! Dobbiamo mandare questa clip a chi di dovere, magari ci sponsorizzano! So anche di una certa data importante, per un evento che si terrà a Noto! Ci confermate che tutti l’11 siamo in questa location?

Luigi: allora il posto è cambiato, abbiamo trovato una villa perfetta, vogliamo fare un party all’americana con un rito civile. 20 parenti in tutto e circa 100 ospiti amici, soprattutto della nazionale. 

A: fate qualche diretta!!

Luigi: magari! Io vorrei telecamere, telegiornali, invece lei no!

Laura: no infatti, io vorrei qualcosa di più intimo, lui se potesse chiamerebbe la NASA.

A: e per il viaggio di nozze?

Luigi: dobbiamo ancora decidere e fissare, magari India e Sri Lanka, per la parte spirituale che ci attrae. L’altra meta invece potrebbe essere l’Occidente, quindi Florida, Route 66.

A: facciamo votare allora a chi ci ascolta! Scriveteci la vostra preferenza.

Tornando al karate, come sapete tutti ci sarà un’ultima gara di qualificazione secca, siccome mi sento abbastanza sicuro di poterla vincere e che sono nella stessa categoria di Luigi Busà, volevo sapere, scherzi a parte, dopo la qualificazione olimpica chi temi di più?

Luigi: ma guarda, tutti e nessuno, è chiaro che chi si è qualificato non può che essere forte. Un occhio di riguardo ce l’ho per il mio rivale costante Rafael Ağayev, perché so che gli appuntamenti importanti è sempre presente, è un animale da tappeto e spero di giocarmi l’oro con lui. Quindi temo tutti e nessuno, voglio andare lì e so che dipenderà da me e basta. Se la faccio come so di poterla fare penso di poter ambire a ciò che voglio.

Laura: io invece, dovrò fare la gara secca per la qualificazione, quando l’ho saputo ho dovuto prendermi qualche giorno per organizzarmi. Faccio a maggio 34 anni quindi so di non avere una carriera lunga, è facile da intuire.

Io in realtà dopo essermi sentita per qualche giorno strana, ho resettato e ho iniziato a vedere le opportunità, come il tempo. Finora non ho mai avuto del tempo, era un continuo avere allenamenti e gare ogni 15 giorni, è come se avessi all’improvviso preso una boccata d’aria, gestire e organizzarmi per arrivare al massimo alla gara secca. Voglio arrivare lì senza alcun rimpianto, con la consapevolezza di aver dato il 100%.

A: assolutamente, ti faremo i migliori auguri, anche perché quello che hai studiato ti darà sicuramente un vantaggio. Se ne parlava anche con Leonardo, negli allenamenti i bambini, non so se siete d’accordo, non fanno le cose semplicemente perché non glielo chiediamo, ma siamo noi a saperlo non loro.

Se ad un bambino gli dici che può volare, lui ci crede, questo me lo puoi confermare, e nello sport non mettere paletti è fondamentale. Anzi se ci vuoi dare un consiglio o un parere.

Laura: io ti posso dire quello che penso, i bambini hanno un modo fantastico di vivere questo sport, ovvero tramite il gioco. Loro si divertono.

Noi invece da adulti cerchiamo di responsabilizzarli subito, di irrigidirli, di fargli pensare alla vittoria o alle medaglie da conquistare.

Incominciamo a infondergli sempre delle ansie, inquinandoli, quando dovremmo essere noi ad imparare da loro, senza vedere solo di arrivare alla medaglia. Il mio obbiettivo dovrebbe essere il divertimento, ma perdiamo questa bellissima qualità. Quando rivedo le foto, le prime gare vinte, cioè io andavo lì e combattevo senza pensare. Non dovremmo cercare di cambiarli assolutamente.

Luigi: allora sono €50 per la consulenza, ti mando l’Iban dopo.

A: ahahahah va bene!! Faremo una colletta per il Bimbi. Allora vi faccio altre domande, fabio Fioravanti ci chiede quante ore al giorno vi allenate.

Luigi: abbiamo diversi orari, sotto gara diverse ore di sedute anche di ginnastica posturale, alternato a preparazione e karate (doppi). Quindi massimo 3 volte quando è più tecnico, di due ore circa, poi sotto gara anche di più. Poi diventa più importante il recupero attivo con l’età, facendo appunto stretching ecc. Fisici diversi richiedono allenamenti diversi.

A: certo, ovvio. Lucia ci chiede quale sia la vostra tecnica preferita.

Luigi: per me ushiro uramawashi perché viene giù il palazzetto, l’ho messo un paio di volte, è bellissima quando riesce.

Laura: per me kizami gyaku jodan.

A: Ağayev, per te è ancora forte? È da temere alle olimpiadi?

Luigi: certo, penso che lui abbia fatto qualcosa che nessuno potrà fare, a livello di curriculum è davvero forte. Figurati se non è da temere. È molto usurato, però alle gare come un’olimpiade l’esperienza paga sicuramente, la sua forza è che sa stare sul tatami. 

A: Luca Maresca ci chiede, dopo questa quarantena è confermato il matrimonio a settembre?

Luigi: certo non si scappa, io voglio la busta con il cash!!

Laura: Luca io voglio un ballo e poi tutti in piscina!!

A: ecco si è messo nei guai! Mi chiede Linda, quale è il compagno/a in nazionale con cui avete più feedback? Ovvero con chi vi trovate in sintonia durante gli allenamenti

Laura: allora io ti dico due persone diverse per due motivi diversi: due mie compagne che sono Clio Ferracuti e Silvia Semeraro che per me sono fondamentali per le loro caratteristiche per allenarmi per certe cose (altezza / peso), Lorena Busà per la tranquillità che mi infonde, sa cosa penso prima di una gara quindi sa cosa fare al momento giusto.

Luigi: io mi trovo molto bene con Luca Maresca, è alto quanto me e sa tirare sia destro che sinistro, quindi è importante per me. Siccome sono un po’ malato, cerco chi sa mettermi in difficoltà, come Lorenzo Petromarchi che è molto rapido. 

A: a Luigi Busà chiedono, se non ci fosse stato Ağayev, pensi che avresti dominato con il suo numero di titoli?

Luigi: ma guarda alla fine mi ha tolto solo un titolo nel 2010, onestamente non sono da meno, ho perso solo una finale con lui e due mondiali con altri.

Ma non sarei voluto nascere in un’altra epoca, a me la cosa che mi piacerebbe raccontare di più ai miei figli sono le esperienze e i momenti, non le medaglie. Non mi interessa essere il più titolato, ma le emozioni da poter raccontare.

A: Laura, a cosa non rinuncerebbe mai Luigi Busà di cibo?

Laura: allora ragazzi per Luigi la dieta è un punto debole, la Nutella non la posso proprio comprare. Se la compro una capatina lui la fa sempre, anche prima di una gara. Anche la pizza è un punto debole.

Luigi: invece, per Laura, se le mettete una vaschetta di 10 kg di gelato davanti che sia inverno o estate lei se lo beve in pochi secondi.

A: vabbe finchè le prestazioni fisiche sono così, la nutella gliela cedo volentieri ahahha 

Vi ringrazio tantissimo per averci dedicato del tempo, per questa intervista, tenete duro in questo periodo e continuate a farci sognare!

 

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