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Kumite: Il combattimento nel Karate

Il combattimento o Kumite è uno degli elementi di allenamento e competizione del Karate moderno. Scopri la sua storia, le regole, e molto altro.

Kumite: Scambio di mani

Mag 13, 2020

Spesso sentiamo parlare di tre aspetti principali in un allenamento di Karate:

  • Il Kihon (fondamentali)
  • Il Kata (le forme)
  • Il Kumite (Il combattimento)

Quest’ultimo rappresenta un’arte molto appassionante per chi la pratica sia a livello sportivo, sia a livello non agonistico. Vediamo insieme di capire bene di cosa si tratta, perché farlo e se come approcciarsi alle gare.

Cos’è il Kumite

Il Kumite è l’allenamento delle tecniche con un avversario, ed è una delle tre componenti fondamentali del Karate. Rispetto a Kata e Kihon, questa pratica è iniziata più recentemente, infatti, il suo insegnamento si fa risalire agli anni ‘30.

Per i non esperti del settore, “Kumite” viene genericamente tradotto come “combattimento”, anche se questo termine non riflette totalmente il suo significato.

Molto spesso viene associato a un’accezione negativa, una pratica che consente di affinare le tecniche nell’ottica di abbattere un avversario. Il Maestro Funakoshi però sosteneva che “Non ci sono dispute nel Karate”: il significato che racchiude la parola “Kumite” è quindi ben diverso.

Kumite: Busà vs Aghayev

Kumite cosa vuol dire

Kumite vuol dire “Incontro delle mani”

Iniziamo dall’etimologia della parola:

Kumite si compone di due termini:

  1. Kumi ovvero “mettere insieme
  2. e te, cioè “mano”.

Kumite si può quindi interpretare come “l’incontro delle mani” che si ha fra due avversari che si fronteggiano, con l’obiettivo di accrescimento reciproco nella pratica del Karate, attraverso l’apprendimento delle tecniche di attacco e di difesa. 

È molto probabile che la definizione risalga anche alle tipologie di combattimento all’origine del To-de (mano cinese), con le esercitazioni a coppie come muchimi-di, dove le mani “appiccicate” fanno pensare ad uno scambio di mani.

Kumite: il combattimento del Karate

La regola chiave quando si pratica Kumite è il controllo. Il kumite è di fatto un combattimento, ma è fondamentale che venga rispettata l’integrità dell’avversario, quindi le tecniche devono essere portate con il massimo del controllo.

Nella pratica tradizionale, non a tutti i Karateka era consentito arrivare al “contatto”: solo ai praticanti più esperti era permesso portare le tecniche ad un contatto fisico a livello del tronco, mentre per le tecniche al viso, in quanto zona più vulnerabile, doveva essere sempre rispettato il massimo controllo. 

Questo non vuol dire che la pratica sia svolta in maniera poco efficace, anzi sia in fase di attacco che in fase di difesa sono fondamentali vigore di applicazione e rapidità dei gesti.

L’attacco sarà tanto più efficace, quanto più le tecniche di braccia o di gamba saranno effettuate sprigionando la massima energia, forza e rapidità. Analogamente, la difesa sarà tanto più impenetrabile quanto migliore sarà la posizione di guardia e quanto più scattanti e decise saranno le parate.

Kumite Motobu

Kumite Karate Shotokan

Fu Yoshitaka Funakoshi, il figlio del M° Gichin Funakoshi, ad introdurre il Kumite nel Karate Shotokan nei primi anni ’30, elaborando le tecniche e l’addestramento per il combattimento.

Iniziò da qui il nuovo percorso di Yoshitaka nel mondo del Karate, differenziandosi dal padre che continuò invece a preferire il Kata durante i suoi allenamenti. 

Nel 1930, Yoshitaka arriva a codificare il Gohon Kumite, una forma di combattimento basata su cinque (Gohon) passi in avanti effettuati da chi attacca, portando tecniche sia a livello Jodan che Chudan in rapida successione.

Fonte di ispirazione per questa prima versione del Kumite fu il Kendo, disciplina che Yoshitaka aveva appreso Maestro Hakudo Nakayama. 

Successivamente, lo stile di Karate Shotokan si arricchisce anche di altre forme di combattimento: 

  • Sanbon kumite, l’attaccante dichiara l’attacco e lo ripete tre (Sanbon) volte, facendo un passo avanti 
  • Kihon Ippon Kumite, combattimento contro un solo avversario che attacca dichiarando il proprio unico attacco portato da una posizione prefissata
  • Jiyu Ippon Kumite, in cui  l’avversario dichiara il suo unico attacco che viene però effettuato da una posizione libera e con spostamenti liberi
  • Jiyu Kumite, il combattimento libero dove gli avversari non dichiarano quali tecniche eseguiranno.

Come si può facilmente intuire, queste forme di combattimento rappresentano diversi livelli di apprendimento del Kumite: Gohon e Sanbon Kumite mirano a rafforzare la tecnica e lo spirito dei Karateka, e a rendere automatiche (quindi naturali) le tecniche di difesa e di attacco.

Il Jiyu Ippon Kumite, invece, nasce come preparazione al vero e proprio combattimento libero dando particolare importanza allo studio e all’apprendimento dell’uso della corretta distanza.

Infine, il Jiyu Kumite è l’espressione finale del massimo delle potenzialità tecniche, mentali e di tattica dei Karateka.

Nella pratica del Kumite assume un’importanza fondamentale la scelta della strategia che varia da karateka a karateka e da combattimento a combattimento. Sulla base delle proprie potenzialità la strategia cambia, e si adatta in funzione dell’avversario che ci troviamo di fronte.

Adeguati al tuo avversario

13° precetto del M° Funakoshi

Kumite moderno

La pratica del Kumite tradizionale è attualmente meno frequente ed è rimasta una caratteristica dei dojo che adottano una filosofia “vecchio stampo” nell’allenamento del Karate.

Da molti anni, però, si è diffusa una versione moderna del Kumite che consiste nel combattimento sportivo contro un avversario. Anche in questo caso il controllo rimane comunque una regola fondamentale

Definito come Shiai Kumite, il Kumite moderno segue delle regole specifiche, in continuo aggiornamento, che vanno a disciplinare le tecniche, i punti e le sanzioni applicabili in modo da garantire lo svolgimento del combattimento in sicurezza.

Infatti molte tecniche proprie del Karate non sono ammesse per la loro intrinseca pericolosità. Ad esempio, non è consentito effettuare tecniche a mano aperta come haito, shuto o nukite e i vari colpi di gomito (tate enpi, mae enpi, yoko enpi) non è ammessa la ginocchiata (hiza geri) e le proiezioni come kata goruma, o-goshi e tomoe nage sono vietate.

Infine, le regole applicate al Kumite sportivo, prevedono anche che il karateka utilizzi delle protezioni (guantini, paradenti, corpetto, conchiglia per gli uomini e paratibie/parapiedi) per proteggere le parti più vulnerabili e ridurre ulteriormente il rischio di infortuni.

Karategi Kumite (Aka e Ao)

Kumite a contatto pieno

Come per tutto il Karate, nel quale le sfumature sono molteplici, anche per il Kumite ne esistono di diverse forme, colori e sapori…

Il Kumite a contatto pieno è praticato da molte scuole di Karate Giapponese, come il Kyokushin, il Bogu Kumite, lo Shinkarate, il Seido Karate, ed anche il derivato full contact.

Tutti comunque sono regolamentati e quindi con limitazioni nei colpi: molti proibiscono uso di tecniche di pugno al viso, alcuni proibiscono le proiezioni, alcuni utilizzano protezioni più imbottite o caschetti completi.

Scegliere un Karategi da Kumite

Il karategi da kumite è un indumento tecnico utilizzato nel karate sportivo per il combattimento. Si differenzia dal karategi tradizionale e da kata per avere le maniche e i pantaloni più lunghi, che rispettivamente coprono fino al polso e alla caviglia, e per la lunghezza della giacca che arriva quasi al ginocchio (2/3 della coscia). Altra sua caratteristica peculiare è il tessuto leggero o superleggero, lasciando completa libertà ai movimenti rapidi che devono essere eseguiti durante il combattimento. Difficilmente i karategi da kumite sono 100% in fibra naturale, infatti, generalmente sono in tessuto misto (in cotone e con una componente sintetica) che ne garantisce la massima leggerezza. 

L’atleta indossa questo karategi sia durante l’allenamento che in occasione delle competizioni ufficiali. Per gli allenamenti non ci sono particolari vincoli sul modello di karategi da indossare, invece per le competizioni è meglio optare per karategi omologati. L’omologazione (ad esempio WKF – World Karate Federation) è riportata con un’apposita targhetta cucita generalmente sulla parte inferiore della giacca e viene anche indicata nelle caratteristiche del prodotto in fase di acquisto.

Sul mercato sono disponibili varie tipologie di karategi da kumite di differenti marche. Come per gli altri karategi, anche per quello da kumite il prezzo può variare in base al brand e al tipo di lavorazione o al tessuto usato. Scegliere un buon prodotto (buon rapporto qualità prezzo) sarà un investimento a lungo termine! 

Leggi anche: Come scegliere il Karategi adatto a te

Regole del Kumite Fijlkam

Facendo riferimento alla sfera dell’agonismo, numerose sono le regole che disciplinano il Kumite. Di seguito potete trovare un piccolo assaggio del regolamento previsto dalla Federazione FIJLKAM.

Intanto, per quanto riguarda “l’abbigliamento”, gli atleti devono presentarsi sul tappeto con colori diversi: il primo chiamato (Aka) indossa cintura e protezioni (guantini, parapiedi, paratibie) rossi; invece, il secondo (Ao) ha cintura e protezioni di colore blu. Tuttavia, questa distinzione non è obbligatoria in fase di allenamento.

Come già scritto nei precedenti paragrafi, le regola chiave nella pratica del Kumite è il controllo, per la tutela dell’incolumità dei due atleti. Per questo motivo, oltre all’obbligo di utilizzo di adeguate protezioni, è stato sviluppato un regolamento secondo il quale è proibito:

  • ogni contatto con tecniche di braccia portate alla testa
  • qualsiasi attacco alle articolazioni, agli occhi, alla spina dorsale, alla gola e a tutte quelle parti del corpo ritenute vitali.

Le tecniche proibite sono sanzionate con un’ammonizione di tipo C1 e sono consentiti al massimo 3 richiami per ammonizione C1 (Chukoku, Keikoku, Hansoku Chui). Qualsiasi ulteriore contatto viene penalizzato con Hansoku, che corrisponde alla squalifica dell’atleta.

Il contatto leggero è ammesso nella categoria di età più grande (Seniores). È invece proibito per le classi più giovani (Cadetti e Juniores), dove può essere ammesso solo un leggero “skin touch” delle tecniche di gamba al viso. 

Esiste anche una seconda categoria di ammonizioni, chiamata C2. Questa sanzione viene assegnata se l’atleta assume un atteggiamento antisportivo, ad esempio evita il combattimento, adotta un tattica di passività oppure esce dall’area di gara.

La vittoria viene assegnata sulla base di un punteggio tenente conto delle tecniche arrivate a segno e delle penalità. Gli arbitri valutano l’andamento della gara e premiano una tecnica con l’assegnazione del “punto” se questa rispetta 6 criteri:

  • Buona forma: efficacia della tecnica
  • Applicazione vigorosa: la potenza e la velocità della tecnica
  • Zanshin: consapevolezza di mantenere la propria attenzione sull’avversario anche dopo aver concluso una tecnica di attacco
  • Timing: la scelta del tempo giusto per mettere a segno una tecnica
  • Distanza corretta: la tecnica finale completamente distesa si arresta nel punto ottimale del bersaglio, con skin touch o assenza di contatto
  • Atteggiamento sportivo: eseguire una tecnica senza “malizia” ma con la massima concentrazione per ottenere l’obiettivo di acquisire il punto.

Non tutte le tecniche hanno uno stesso valore, infatti si possono assegnare 1, 2 o 3 punti:

  • Yuko – 1 punto: per le tecniche di braccia portate nell’area Jodan o Chudan del corpo
  • Waza-ari – 2 punti: per i calci Chudan
  • Ippon – 3 punti: per i calci Jodan e tecniche di proiezione con chiusura, o di chiusura sull’atleta accidentalmente caduto.

Infine, la durata del kumite è differente nelle diverse classi di età: per gli Esordienti il combattimento è più breve e dura solo 1 minuto e mezzo, nei Cadetti, Juniores e Master dura 2 minuti ed infine nelle categorie degli U21 e Seniores la durata è di 3 minuti.

Come partecipare a gare di Kumite Karate

Il giovane karateka può affacciarsi al mondo delle gare di kumite già a 12 anni, iniziando la sua carriera agonistica dalla categoria di età più giovane, quella degli esordienti (12-13 anni).

C’è però un altro requisito necessario per poter partecipare ad una gara di kumite: aver conseguito almeno il grado di cintura marrone (1° kyu) o il grado di cintura nera 1° DAN. Per gli atleti più grandi che per età rientrano nelle attività agonistiche promosse dalle federazioni, sarà sufficiente avere il requisito del grado. 

Come si fa a scegliere la giusta categoria di età?

Se consideriamo ad esempio il regolamento FIJLKAM, gli atleti sono suddivisi in specifiche categorie di età:

  • Esordienti: 12-13 anni
  • Under 14: 14-15 anni
  • Juniores: 16-17 anni
  • Seniores: 18-35 anni
  • Master: 36-65 anni

L’attività agonistica non è quindi solamente riservata ad atleti più giovani, ma anche a Karateka più “esperti” che possono così continuare a mantenere attivo il loro spirito da agonista!

Questi due elementi (età e grado) sono in comune alle gare di Kata, così come avere categorie distinte per maschi e femmine. Ma nelle gare di kumite c’è un ulteriore criterio di suddivisione degli atleti partecipanti, cioè il peso.
Sempre secondo il regolamento FIJLKAM, le classi di età sono divise in diverse categorie di peso che varia anche fra maschi e femmine.

Qual è la mia categoria di peso?
MaschiFemmine
EsordientiDa 33 a 40 kg, -45 kg, -50 kg, -55 kg, -61 kg, -68 kg, -75 kg,+75 kgDa 30 a 42 kg, -47kg, -54kg, -63kg, +63 kg
Under 14da 40 a 47 kg, -52 kg, -57 kg, -63 kg, -70 kg, -78 kg,+78 kgda 35 a 42 kg, -47kg, -54kg, -63kg, +63 kg
Juniores-50 kg, -55 kg, -61 kg, -68 kg, -76 kg, +76 kg-48 kg, -53kg, -59kg, -66kg, +66 kg
Seniores e Master-60 kg, -67 kg, -75 kg, -84 kg, -94 kg, +94 kg-50 kg, -55kg, -61kg, -68kg, +68 kg

È importante iscriversi nella giusta categoria di peso: è consentita al massimo una tolleranza di ±0.5 kg rispetto ai limiti di peso della categoria scelta. Se al momento del controllo non si rientra nel peso, potrebbe essere compromessa la partecipazione alla gara.

Quante gare di Kumite

Durante l’anno agonistico sono numerose le competizioni programmate, richiamando atleti dalle diverse società una regione (per attività agonistiche sul territorio regionale)  oppure da tutta Italia e talvolta anche da oltre confine per manifestazioni sportive nazionali ed internazionali. Una delle gare più ambite e desiderate è quella delle Finali Nazionali o più comunemente chiamata “Campionato Italiano” (solo la Federazione riconosciuta dal CONI: la Fijlkam può fregiarsi del titolo di Campione Italiano e Campionato Italiano, gli altri organizzano manifestazioni nazionali).

In questo caso, per partecipare è necessario aver superato le Fasi Regionali di Qualificazione al Campionato Italiano e quindi essersi qualificato:

  • il 1° su 3 partecipanti nella propria categoria
  • 1° o 2° se nella propria categoria ci sono 4-6 partecipanti
  • tutto il podio: 1°, 2° o 3° a pari merito se nella propria categoria ci sono 7-9 partecipanti
  • ecc, ecc…

Cosa altro manca per partecipare ad una gara di Kumite?
Una sacca con dentro doppie protezioni e doppie cinture (rosse e blu), il karategi da gara perfettamente stirato, tanta adrenalina e concentrazione!

Kumite per bambini
Leggi anche: 13 motivi per cui i bambini devono fare Karate!

Karate Kumite per bambini

L’approccio al Kumite per i bambini avviene gradualmente, attraverso un percorso suddiviso in varie tappe che li porterà a raggiungere diversi obiettivi anche in relazione alla loro età.

Nelle fasce di età più piccole, si cerca sempre di privilegiare l’equilibrio fra gioco ed impegno, lasciando in secondo piano il risultato sportivo. Difficilmente si dedicano intere lezioni all’apprendimento delle le basi del Kumite ai bambini, ma piuttosto si ricavano occasioni ludiche per avvicinarsi al combattimento. Per i bambini sarà un momento divertente per sviluppare alcune qualità utili in futuro, come destrezza, equilibrio, forza, tecnica e rispetto, quest’ultimo pilastro del Kumite.

Crescendo, il percorso di apprendimento diventa più strutturato verso i fondamentali del Kumite anche per i bambini.

I ragazzi possono quindi dedicarsi all’allenamento delle tecniche e delle posizioni dinamiche del combattimento e all’esecuzione del Kumite semilibero. In questo modo, i ragazzi possono  verificare le qualità fisiche e tecniche acquisite e aumentare la loro consapevolezza verso il “controllo” della tecnica e degli istinti.

Una delle metodiche moderne per l’allenamento in sicurezza del Kumite è l’utilizzo di bersagli fissi dove sono da privilegiare tecnica corretta, distanza e controllo.

Il combattimento contro il gioco palla è una metodica che permette di simulare un combattimento in piena sicurezza.

Scegli come continuare il tuo allenamento:

2 commenti su “Kumite: Il combattimento nel Karate”

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