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Le mani nei kata

Che significato assumono le mani nella posizione iniziale del Kata? due correnti di pensiero e due teorie, tu quale idea ti sei fatto sull'utilità delle mani in queste posizioni?

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Se hai praticato i kata cosiddetti superiori ti sarai sicuramente imbattuto in posizioni particolari delle mani.

Non intendo però le posizioni di tecniche codificate, che assumono magari qualche posizione nuova e specifica, tipo un Juji Uke (mani a croce), un morote uke o un manji uke.

Mi riferisco invece alla posizione iniziale delle mani nei Kata.

Quella tecnica apparentemente priva di significato che si esegue dopo il saluto e poco prima del primo spostamento di inizio Kata.

Se pratichi lo stile Shotokan ne conosci almeno 4-5, se pratichi Shito ryu ne conosci ulteriori. Anche altri stili contemplano questa posizione iniziale delle mani.
Ma cosa sono e soprattutto a cosa servono le mani in quella posizione specifica?

Andiamo per gradi: la prima posizione solitamente è quella definita “Yoi” posizione di attenzione e di attesa in cui le mani sono chiuse poste davanti il bacino, poi il saluto eseguito nella modalità ritsui rei, poi si assume la posizione iniziale che spesso (e soprattutto nei kata dei principianti, gli Heian) è di nuovo lo “Yoi”.

Questa posizione simile ad una posizione di attesa porta le braccia da rilassate lungo i fianchi a frontale e quindi maggiormente pronte ad eventuali attacchi. Una delle prime regole nella difesa personale è proprio quella di avere le mani avanti pronte a ricevere e non in tasca o dietro la schiena. Quindi diciamo che la posizione di attesa tipica del karateka porta le mani e le braccia in posizione “attenta”.

Se avete giocato a pallavolo oppure siete stati in porta a calcio avete fatto lo stesso: mani avanti pronte a ricevere.

Successivamente, dopo aver dichiarato il nome del kata (alcuni lo enunciano in posizione del saluto altri in posizione di attesa) si passa alla prima tecnica del kata: assumere la posizione delle mani caratteristica di quella forma.

Kata Shotokan

Ad esempio nel Bassai dai le mani sono davanti in basso unite con il pugno destro chiuso e la mano sinistra che avvolge il pugno.

Nel kata Bassai Sho, fratello maggiore del precedente, le mani sono aperte a paletta (shuto) con la sinistra sopra la destra, con il taglio della mano sinistra sopra il pollice ed il medio della destra (haito); le braccia sempre distese verso il basso in avanti.

Nel Kata Enpi, la mano destra è chiusa con il pugno posto sul fianco sinistro rivolto con il palmo verso il proprio addome, la mano sinistra aperta (shuto) poggia il palmo sul pugno dell’altra mano ed è al fianco sinistro rivolta in avanti.

Nel Kata Kanku Dai, le mani sono aperte, in basso davanti al bacino, con le braccia tese, il pollice è aperto e le dita ed il pollice della mano destra sopra i corrispondenti della mano sinistra.

Nei kata Jion, Jitte e Jiin le mani sono in posizione uguali e sono gli unici con posizione comuni: il pugno della mano destra è chiuso con la mano sinistra che avvolge il pugno destro. Le braccia sono piegate con le mani all’altezza del mento (circa). I gomiti sono stretti a formare circa 30° tra gli avambracci, le braccia sono staccate dal tronco.

Nel kata Chinte la mano sinistra è posta al plesso solare con il pugno chiuso con il palmo rivolto in alto, la mano destra è poggiata sopra la sinistra anch’essa chiusa con il pugno verticale. Il palmo rivolto verso se stessi.

Kata Shito ryu

Nello stile Shitoryu la modalità della tecnica di “Yoi” è più compatta dello Shotokan: le braccia sempre davanti al busto sono con un angolo più chiuso quasi parallele i pugni sono sempre rivolti verso se stessi.

Oltre alla modalità a braccia tese esistono però altre gestualità molto interessanti che si riscontrano in moltissimi kata: dopo il saluto le mani aperte si spostano dai fianchi/cosce verso il volto con la mano destra che poggia il dorso sul palmo della sinistra, formando tra loro un angolo di 90° circa, poi come se fossero incernierate con un perno ruotano e si spostano verso il basso senza mai staccarsi cambiando la posizione e andando davanti al bacino. Da questa posizione poi ci sono soluzioni diverse nei diversi kata ma generalizzando le mani vanno:

  • Al fianco con i pugni chiusi mentre la posizione passa da musubi dachi a Heiko dachi, per poi essere spinti in posizione YOI
  • Lungo i fianchi con movimento semicircolare portandosi in una posizione simile allo YOI ma con i pugni chiusi vicini alle cosce lateralmente. Le braccia diritte.
  • Direttamente in posizione

Quì l’elenco si infittisce e quelli che elenchiamo sono solo alcuni dei kata dove troviamo una partenza con le mani “particolari”:

Nel Nipaipo le mani sono portate dapprima sul fianco destro e poi sul sinistro. La mano destra con il pugno chiuso e la sinistra con la mano aperta che poggia il palmo sul pugno.

Nel Matsukase le mani vengono poste davanti al bacino in posizione sovrapposta con sinistra sopra la destra (mani aperte) per poi ruotando i gomiti andare nella posizione altezza mento.

Mi fermo nell’elenco perché non conosco tutti i kata e non voglio farne la lista della spesa, ma era utile analizzare le diverse posizioni che abbiamo elencato.

Ma perchè queste posizioni?

Esistono molteplici spiegazioni, molte valide ma poche esaustive e confortate da documentazione.

Sostanzialmente ci sono due teorie:

  1. Chi sceglie la strada della spiegazione pratica con significati applicativi.
  2. L’altra versione è quella del saluto cinese.

Una delle spiegazioni più accreditate è quella dell’origine cinese.

Storicamente parlando, si ritiene che questo saluto fosse originariamente usato dalle società segrete cinesi che si opponevano al dominio dei Ching e volevano ristabilire la dinastia Ming. Il significato simbolico del saluto è la dinastia Ming, con il sole rappresentato dalla mano destra chiusa e la (mezza)luna dalla sinistra. Oggi è ancora usato in molte scuole di Kung fu.

Mani con una funzione pratica

Ci sono diversi maestri che utilizzano la posizione delle mani unite come applicazione pratica in difesa da una presa, da uno strangolamento…

I sostenitori della teoria pratica di applicazione sostengono che se fosse una forma di saluto dopo il saluto sarebbe ridondante… è probabile.

Nelle colluttazioni, risse, difesa personale, atti di offesa alla persona, spesso si inizia con una presa, con una spinta e altrettanto spesso si utilizzano movimenti delle mani che insieme liberano dalla presa.

Altro elemento a sostegno che il primo movimento non sia simbolico ma proprio un contenuto tecnico del kata è che contrariamente a quanto facciamo oggi il primo movimento andrebbe eseguito come una tecnica e non come un titolo del kata. Quindi dalla posizione Yoi eseguo il primo movimento e faccio già una tecnica.

Le critiche mosse alla versione “applicazione” sono che il movimento si ripete all’inizio e alla fine del kata, quindi si conclude con lo stesso significato?
Inoltre alcune applicazioni sembrano “forzate” cercando per forza qualcosa che funziona.

Saluto rituale cinese

Questo rituale è chiamato Bao Quan (抱拳), che letteralmente significa “avvolgere i pugni”, ed è un’etichetta comune derivata (ma non esclusiva) dalle arti marziali cinesi. Non è necessariamente un inchino, ma piuttosto un saluto.

Ci sono due spiegazioni tradizionali.

  1. Il palmo sinistro con le sue 4 dita rappresenta i 4 elementi nutritivi: virtù, saggezza, salute e arte. Questi simboleggiano lo spirito delle arti marziali. Il pollice sinistro è leggermente piegato per indicare che non si dovrebbe mai essere arroganti o egocentrici. Il pugno destro simboleggia una pratica rigorosa. Poiché la mano destra è chiusa a pugno, simboleggia l’attacco, mentre la sinistra, essendo virtuosa e disciplinata, interrompe l’attacco, simboleggiando l’autodisciplina e la moderazione.
  2. La mano sinistra simboleggia i 5 (principali) laghi della Cina, il primo rappresenta i 4 mari che circondano la Cina. Le due mani insieme mostrano l’unità degli artisti marziali. Questo è esemplificato nel detto 五湖四海皆兄弟, che significa “Le persone dei 5 laghi e dei 4 mari sono tutti fratelli”. 

Ci sono anche numerose altre spiegazioni da vari istruttori in diversi stili di Kempo e Wushu, che vanno dal “Destra è guerra, sinistra è pace” all’incontro delle culture taoista (destra) e buddista (sinistra) nell’unità.

Dietro la versione del saluto cinese si trovano anche spiegazioni (non supportate da documentazione) di saluti segreti di sette, milizie segrete.

Altra teoria della posizione delle mani davanti a se è quella di mostrare le mani facendo vedere che non sono armate, soprattutto nel saluto con un leader straniero o durante un accordo di trattato o visita per dimostrare che non sei un assassino o hai intenzioni ostili, anche un buon segno di umiltà e sottomissione alla pace.

Storicamente parlando, si ritiene che questo saluto fosse originariamente usato dalle società segrete cinesi che si opponevano al dominio dei Ching e volevano ristabilire la dinastia Ming. Il significato simbolico del saluto è la dinastia Ming, con il sole rappresentato dalla mano destra chiusa e la (mezza)luna dalla sinistra. Oggi è ancora usato in molte scuole di Kung fu.

A sostegno di questa tesi molte similitudini con le forme del kung fu che iniziano appunto con questo saluto. Ma allo stesso tempo perché nel momento che si modificavano i nomi dei Kata dandogli nomi giapponesi (al posto degli originali cino-okinawensi) si è lasciato il saluto tipico della dinastia MING? mah!

Simbolo

Il mio pensiero è che alcune forme riportassero un simbolo iniziale che identificava quel kata e che magari derivava da un saluto cinese, oppure da una tecnica di uso quotidiano come il saluto, che poteva diventare qualcosa di applicato.

Voi cosa ne pensate?

Non a caso abbiamo la sezione commenti aperti sotto l’articolo! Diteci la vostra!

 

Un commento su “Le mani nei kata”

  1. Per la parte rituale consiglio i lavori del M° Tamano che chiama queste posizioni SHUIN (sigillo), per l’applicazione reale molto interessanti le pubblicazioni del M° Montanari. Comunque è un argomento molto più complesso di quanto sembri a prima vista, basta vedere i mudra dello yoga, il buddismo giapponese e le posizioni delle mani nel ninjutsu.

     
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