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Lo squadrone Sakura

In questo articolo vi racconterò dello squadrone Sakura. Uno squadrone addestrato al combattimento corpo a corpo per una missione suicida. Seconda Guerra Mondiale, un istruttore di karate sconosciuto sarà designato all'addestramento di un gruppo di valorosi soldati

missione-suicida

Amici di Karateka benvenuti …

oggi voglio raccontarvi una storia di una missione segreta da parte di un gruppo di karateka . I candidati di questa missione segreta sono lo squadrone Sakura , famoso e leggendario squadrone militare.

 A capo di questo squadrone un nome d’eccezione Takatoshi Nishizono, un maestro di Wado ryu, incaricato a quel tempo di addestrare e formare il battaglione.

Nishizono è un tipo molto particolare, frequenta l’università di Tokyo nel 1941, non è un grandissimo studioso, ma è veramente appassionato di karate tralascia un po’ agli studi per dedicarsi anima e corpo al karate Wado ryu . 

Lui descrive che non usa colpiti shuto calci ai testicoli per non infierire troppo su questi ragazzi però si guadagna il rispetto di tutto lo squadrone.

Iniziano gli allenamenti, pero’ non aveva molto tempo, addirittura il gruppo era molto numeroso, ben 250 soldati, numero consistente per una persona sola e aveva a disposizione un solo mese per addestrarli tutti al karate di cui non sapevano niente.

sakura-squadrone

In un mese era un’impresa veramente titanica. Adotta un tipo di karate per il campo di battaglia chiaramente con poco tempo non può fare troppi preamboli ,colpi bassi genitali pugni faccia o alla gola per quello che serviva nella parte alta della persona e per parare poca roba parate basse per i calci e al limite e parate alte ,in questa maniera riesce ad addestrare forte questi ragazzi.

 All’inizio racconta che c’erano un po’ in difficoltà perché non tutti erano pronti per questo tipo di allenamento chiaramente senza armi e senza baionette proprio veramente un ninja camp.

Equitazione, travestimento e tante altre discipline particolari ma il punto chiave era addestramento al corpo a corpo.

Quando qualcuno batte la fiacca lui ha un metodo infallibile, li tira fuori dalla fila degli allenamenti e fanno combattimento con lui e ci dà molto molto dento.

Vi lascio il link descrizione su un maestro che è venuto in italia anni fa e più o meno ha fatto un po’ la solita storia.

Comunque tornando a noi veramente è stato un maestro che si è distinto per il governo nella seconda guerra mondiale e c’è qualcos’altro da dire: il simbolo che portavano questo battaglione era il simbolo Sakura, il simbolo del ciliegio in fiore.

Simbolo classico del Giappone, rappresenta l’amicizia, il simbolo della vita della morte e della rinascita come un fiore germoglia e poi basta però poco vento per far andare via i petali , la primavera dopo rinasce quindi questo è un po’ il simbolo che rappresenta bene il Giappone è anche lo spirito dei guerrieri e dei soldati in quell’epoca.

Lo squadrone Sakura era impostato su questo discorso quasi simboleggiava questa cosa, ragazzi giovani come petali freschi del ciliegio che però erano in balia della guerra e bastava poco per ucciderli , questo è stato un po il destino di questi ragazzi.

Nel dopo guerra in un’intervista a Nishizono, che trovò lavoro in Cina nel commercio,  si ricorda di questi ragazzi che erano molto gentili venivano al nord del Giappone, sono partiti e purtroppo tutti sono stati uccisi, un triste episodio di questi giovani  karateka che erano al servizio della patria per vince su un potenziale aggressore.

 Purtroppo la loro fine è stata veramente triste, il simbolo Sakura rappresenta un po’ lo spirito di questi personaggi. Sakura era addirittura un cacciatorpediniere affondato nel 1945 nel porto di Osaka, il simbolo Sakura, germogli del ciliegio ,viene sempre rappresentato sui caccia dei kamikaze oppure lo portavano sul distintivo della propria uniforme i soldati.

Purtroppo tutto questo gruppo di karateka venne ucciso in battaglia. Un triste episodio, purtroppo la guerra è così. 

Nonostante fossero dei valorosi karateka morirono tutti.

 

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