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L’uomo e il Maestro

Una storia che sembra uscita da una leggenda cinese. Un ragazzo che si ritrova presto uomo, guerriero e maestro. L’autobiografia di un grande Sifu…italiano, Paolo Cangelosi.

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Paolo Cangelosi a cura di Nathalie Tocci, Edizioni E/O

Teaser: Una storia che sembra uscita da una leggenda cinese. Un ragazzo che si ritrova presto uomo, guerriero e maestro. L’autobiografia di un grande Sifu…italiano, Paolo Cangelosi.

Intro:

L’UOMO E IL MAESTRO non è soltanto un’autobiografia di un artista marziale completo, di un Sifu (corrispettivo di Sensei in Cina) di Kung Fu conosciuto in tutto il mondo e italianissimo (Paolo Cangelosi), è molto di più: un viaggio introspettivo all’interno di un’esistenza protesa verso la ricerca, animata da un fuoco sacro che dovrebbe ardere in tutti i praticanti, un percorso iniziatico cui tutti noi potremmo trovarci di fronte prima o poi.

Un libro ricco di storie che si inseriscono nella storia autobiografica principale, cariche di passione, una lettura quasi “eccessiva” per certi versi, perché le avventure vissute sono moltissime e incredibili e portano a pensare a un’esistenza sconsiderata, egoista, ma che invece, andando avanti fino alla fine, lasciano il sapore di un insegnamento, di una lezione di perseveranza, arricchimento, resilienza e grande generosità di chi le ha vissute.

Paolo Cangelosi si mette a nudo, nelle sue sicurezze e anche nelle sue debolezze, grazie alla scrittura dell’allieva che firma il libro, Nathalie Tocci, non nascondendosi mai dietro le sue vittorie, le sue imprese, la sua fermezza, ma raccontando con animo puro le delusioni inferte dalla vita, l’amore per la madre di suo figlio e la fine del rapporto con questa; il difficile equilibrio tra padre/maestro e figlio/allievo; l’“assenza” dalle aspettative comuni della società per un uomo della sua età; i tradimenti subiti dai suoi allievi. I tradimenti del cuore con cui scende a patti.

Vibra forte la voce del sifu, senza mai essere fuori posto o fuori tono, vibra e scuote le corde interiori del lettore, che sia appassionato o non di arti marziali, perché se ne coglie una purezza limpida, una tensione indomita e innamorata per il Kung Fu, l’insegnamento e il continuo accrescimento di sé e dei propri allievi, ma soprattutto, si percepisce chiaramente come, nonostante i ripetuti viaggi compiuti negli anni, quella partenza verso l’Oriente sia sempre lì, pronta, come la prima volta, per essere raccontata e condivisa.

Contenuti del libro:

Un ragazzino genovese negli anni Settanta, approccia alle discipline marziali giapponesi, trovandosi subito a suo agio. Lontano dalle abitudini dei suoi coetanei, incontra un cinese che lavora in una falegnameria: una figura silenziosa, imperscrutabile che capisce la “preghiera” del giovane di voler sapere di più su questo suo nuovo mondo, di entrare in sintonia con qualcosa che è “altro” ma al tempo stesso familiare. E questo uomo schivo, “sinistro”, duro, diventa il suo sifu (‘maestro’).

I giorni si avvicendano con allenamenti che sfiniscono, con sessioni di studio dure e mute, in un flusso che porta il Kung Fu nel cuore di Paolo, che si iscrive ad altri corsi simili a quelli che già frequenta per giustificare le sue lunghe assenze ai genitori, il suo non essere per strada con gli amici o a giocare a pallone e poter continuare l’addestramento segreto con Fu Han Tong (fuggiasco dalla Triade cinese e dalla propria patria).

In breve tempo, a quindici anni, Paolo comincia a insegnare karate, vuole la sua indipendenza, sogna la Cina ma lo fa con un fuoco che gli arde in petto, che non è fatto della paglia cinematografica a cui tutti fanno riferimento quando in Italia si parla di Kung Fu e si getta a capofitto anche nell’insegnamento di questa disciplina marziale cinese a diciassette anni. 

Diventa adulto precocemente, si stacca dai genitori che vedono in lui un’ossessione nelle arti marziali e non l’inizio di un luminoso cammino e che poi saranno smentiti dai fatti.

Paolo vuole diventare sifu e ci riesce quando il suo maestro lascia Genova per tornare in patria, (dopo essersi reso conto di poterlo fare incolume) cosa che lo destabilizza ma non lo ferma.

Sifu Paolo Cangelosi è un artista marziale completo, che da quel momento di distacco, dopo anni di preparazione, dal suo mentore, si mette continuamente alla prova, fino a rischiare la galera per diserzione (per evitare il servizio militare e poter mandare avanti la sua palestra), arrivando a mettere in pericolo la sua vita nei combattimenti clandestini in Cina (dopo aver ritrovato il suo sifu, stavolta apprendendone tutte le sfumature negative, opportuniste e oscure), scoprendo il cuore delle kwoon (in cantonese è il “luogo di pratica”) asiatiche, la loro quotidianità comunitaria e preparatoria, tessendo così una rete di conoscenze e amicizie fondamentali per il suo bagaglio esperienziale.

E questo è soltanto l’inizio…

Cosa troverai?

Certamente una storia toccante, di altri tempi, con un’epica che lascia molto spesso sconcertati ma che non può che risultare veritiera visto il periodo in cui i fatti avvengono e i luoghi, che non lasciano spazio a sofisticazioni letterarie oppure ad alterazioni da social network.
Sono pagine dense, un concentrato di umanità, filosofia, pratica, stoicità e anche testardaggine che rappresentano in pieno Paolo Cangelosi. 

Una storia senza compromessi.

Cosa non troverai?

Banalità. Sciocchezze per stupire. Vacuità.

È un testo molto importante e molto ricco di spiritualità e passione, tradotto già in lingua inglese, che trasmette messaggi importanti per i praticanti e i non praticanti.

Per chi è questo libro?

Per chiunque ami l’oriente, la bellissima e misteriosa Cina, per chiunque pratichi una disciplina marziale con l’intento di seguire una strada anche fuori dai luoghi in cui ci si allena.

È adatto anche a chi voglia saperne di più sugli usi e i costumi dei cinesi, perché racconta molti aspetti della loro cultura, ma è soprattutto indicato per chi voglia far ardere ancora di più il fuoco dei propri sogni.

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Cover Credit: Massimiliano Sticca

 

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