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Proiezioni Karate: le Tecniche che funzionano

Scopriamo insieme le proiezioni Karate che funzionano. La loro nascita, l'applicazione e come farle al meglio!

Proiezioni del Karate

Ago 31, 2020

Tutte le proiezioni funzionano! ma nel karate non è proprio così!

Innanzitutto definiamo proiezione:

Le proiezioni o Nage Waza in giapponese (投げ技) sono tecniche di lancio per far perdere l’equilibrio all’avversario per sbilanciarlo e farlo cadere al suolo. 投 Nage significa lanciare.

Teniche proiezioni nel Go Kyo judo

Quante sono le tecniche di proiezione? da dove provengono?

Le tecniche di proiezione provengono dal Ju Jutsu, poi mutuate al Judo e molte incluse nel Karate.

Ma non solo tecniche con gli occhi a mandorla, le proiezioni esistono nella lotta (greca) nel pancrazio, nel Ju jutsu Brasiliano, e in molte altre.

Sono tantissime ma le categorie di raggruppamento sono principalmente 4:

  • eseguite con l’ausilio primario delle braccia.
  • eseguite con l’ausilio primario delle anche.
  • eseguite con l’ausilio primario delle gambe.
  • tecniche di sacrificio eseguite cadendo

Tutte sono efficaci e tutte o quasi sono utilizzabili nelle applicazioni pratiche del karateka.

I principi comuni sono sempre i medesimi:

  • Squilibrio
  • Adattamento
  • Proiezione

In giapponese Kuzushi, tsukuri, kake.

i 3 principi delle proiezioni: kuzushi, Tsukuri, Kake

Visto che i tre principi devono essere presenti tutti e in sequenza. Non puoi proiettare senza i precedenti, il principio fondamentale è lo squilibrio! Più che fondamentale diciamo principale (il primo!).

Differenze tra le proiezioni del Judo e del Karate

Innanzitutto la posizione di partenza è generalmente più lunga nel Karate, poi difficilmente l’avversario utilizzerà contro-tecniche di proiezione ed infine nel Karate (e anche nella realtà) non basta atterrare l’altro (di schiena) per risultare vincente!

Nel Karate è fondamentale chiudere l’avversario caduto al suolo con una tecnica di atemi o di controllo. Inoltre è auspicabile che il karateka che proietta non finisca anch’esso al suolo.

In alcuni stili si studiano anche situazioni di lotta sconfinando in altre materie ma generalmente nel karate si utilizzano i colpi e al suolo questi hanno la metà del potenziale. Quindi rimanere in piedi!

Vediamo come può avvenire nel karate lo squilibrio.

Kuzushi significa “rompere” o “deformare la posizione”. Per muovere l’avversario dalla sua posizione di stabilità dobbiamo agire su una delle otto direzioni principali (immagina la rosa dei venti). Agire vuol dire spostare dalla posizione di stabilità (baricentro entro l’area di base) tirando o spingendo.

Sumo vs baby

Proiezioni Karate: Come sbilanciare un karateka

Come puoi sbilanciare l’avversario combattendo nel karate:

  1. Sfruttare uno sbilanciamento in seguito all’attacco avversario
  2. Creare uno sbilanciamento a seguito di una presa
  3. Sfruttare l’appoggio monopodalico (attacchi di calcio)
  4. Creare sbilanciamento togliendo il proprio corpo dall’attacco
  5. Creare sbilanciamento colpendo l’avversario

Premettiamo che la posizione di combattimento e ancora di più quella assunta in fase di attacco non è una posizione idonea alla gestione dell’equilibrio. Mi riferisco soprattutto ai lunghi affondi con il passo stretto e la distanza tra i piedi molto ampia, meno soggetti allo squilibrio quegli stili che lavorano prevalentemente in posizioni corte (naturali?) come il sanchin dachi.

Quindi di per se un karateka in posizione di combattimento è già in una posizione “piuttosto sbilanciata” o “difficilmente baricentrata”.

Sbilanciamento in seguito all’attacco avversario

Lo sbilanciamento avversario in seguito ad un suo attacco (1) avviene quando l’enfasi dello stesso porta a modificare la posizione ponendo il baricentro in posizione di instabilità o di indifferenza vicina all’instabilità.

Pensa all’attacco Kizami zuki (pugno improvviso – jab) portato con molta enfasi in avanti e successivo appoggio prevalente sul piede anteriore. Oppure immagina un Gyaku zuki (pugno opposto – diretto/cross) dove il piede anteriore spinge molto e allunga la posizione in modo esasperato.

Ecco in questi due e anche altri casi il corpo avversario è in posizione di instabilità momentanea (tornerà alla stabilità in breve tempo) oppure è in posizione indifferente (stabile) ma molto vicina alla instabilità.

[Un corpo è in equilibrio indifferente quando, per qualsiasi piccolo spostamento dalla sua posizione di equilibrio, rimane stabilmente nella nuova posizione, senza tornare a quella iniziale].

Eccoti un paio di esempi pratici:

UKE: Attacco di Kizami zuki profondo con elevazione e sbilanciamento in avanti del baricentro.
TORI: Schivata/deviazione del pugno effettuazione dello sbilanciamento in avanti di UKE (sfruttando il suo avanzamento) e effettuazione della proiezione Sasae Tsuri Komi Ashi.

UKE: attacco profondo di Gyaku zuki, allungando la distanza degli appoggi
TORI: assorbe con la distanza l’attacco e agganciando con la gamba anteriore deashi barai proietta l’avversario.

Sbilanciamento a seguito di una presa

Il 2° tipo di sbilanciamento è determinato da una spinta/trazione attraverso una presa.

Se pensi che nel Karate non si possa afferrare hai sbagliato AM!! Osserva bene i kata e troverai molte spiegazioni delle tecniche di presa (anche solo l’IKITE).

Per sbilanciare attraverso una presa degli arti avversari devi ridurre la distanza portandoti in situazioni di combattimento ravvicinato. Questo succede più frequentemente di quanto tu pensi: dopo un tuo attacco, dopo l’attacco avversario… ci sarà sempre una frazione di secondo dove te ed il tuo avversario vi avvicinate.

Basterà sfruttare questo momento per afferrare/tirare un arto, il busto, entrambi, e creare lo squilibrio.

Ricordati che ogni proiezione ha il suo squilibrio, ed ogni squilibrio ha la sua proiezione!

TORI: Attacco di braccia in combinazione con Ashi sabaki di avvicinamento: es. Oikomi, kizami zuki+gyaku zuki accorciamento della distanza presa.

Se posso darti un consiglio una buona presa (aldilà dei regolamenti) è tricipite arto avanzato dell’avversario, bavero/spalla/testa con il tuo arto avanzato. Sbilanciamento, Proiezione. Vediamo alcune possibilità

Entrambi in guardia sinistra. Sbilanciamento:

  • a destra –> O-soto gari con la gamba sinistra
  • indietro a destra –> Ko uchi gari con la gamba destra
  • indietro –> Ko soto gari gamba destra
  • indietro a sinistra –> Ko uchi gari con la gamba sinistra
  • a sinistra –> O soto gari con la gamba destra
  • avanti a sinistra –> sasae tsuri komi ashi sinistro
  • avanti –> tae otoshi
  • avanti a destra –> sasae tsuri komi ashi sinistro

Questi sono solo degli esempi ma come abbiamo visto funzionali al karate. In tutte queste proiezioni, se ben eseguite si rimane in piedi e si fa cadere soltanto l’avversario, che controllato, rimane dopo la caduta nei pressi per poter essere colpito ulteriormente con degli atemi.

Proiezioni WKF

Sfruttare l’appoggio monopodalico

Il terzo tipo di squilibrio è il più ovvio ed evidente ma a volte trascurato. Se nel karate si alzano le gambe per colpire si avrà inevitabilmente una fase aerea di appoggio monopodalico.

E’ di per se una situazione di equilibrio precario su un appoggio molto debole.

Le proiezioni sui calci sono solitamente di tre tipi; o-soto gari, tae otoshi e deashi barai. Ovviamente adattati alla situazione insolita dell’arto inferiore avversario intrappolato nella nostra guardia/presa.

UKE: Mawashi geri jodan
TORI: Parata del calcio, presa dell’arto, e con presa alla spalla omolaterale esecuzione dell’o-soto gari sulla gamba di appoggio.

Sbilanciamento togliendo il proprio corpo dall’attacco

Il 4° caso: Creare sbilanciamento togliendo il proprio corpo dall’attacco è simile al caso n° 1 ma la fase di sbilanciamento è composta sia dallo spostamento avversario, sia dalla schivata o modifica della distanza creando così o una situazione di squilibrio o una chiusura di distanza o modifica della posizione utile agli sbilanciamenti del punto 2.

UKE: combinazione di pugno in avanzamento
TORI: schivata di busto uscendo in avanti di lato e chiusura di O-soto gari sulla gamba avanzata

Creare sbilanciamento colpendo l’avversario

Ultimo ma non per importanza lo sbilanciamento determinato dai colpi (5).

In questa categoria di sbilanciamenti rientrano due tipologie di squilibrio: quelli determinati dal dolore, o dall’adattamento meccanico della posizione determinata dal colpo e quelli in cui lo spostamento preventivo per evitare il colpo porta il tuo avversario nella migliore posizione per essere proiettato.

Pensa ad il classico mawashi gedan (low kick) degli stili a contatto pieno o un colpo al volto che inevitabilmente farà inclinare il busto indietro oppure l’arretramento a piedi uniti per evitare una sequenza di braccia, tutte situazioni che porteranno uno squilibrio come conseguenza dell’azione di attacco.

La potrai sfruttare per portare l’idonea tecnica di proiezione!

TORI: Esegue kizami zuki, gyaku zuki al volto.
UKE: arretra parando portandosi in posizione più corta e di lato
TORI: esegue un deashi barai sulla gamba arretrata effettuando una proiezione dell’avversario.

Alcune tecniche di proiezione del karate sono erroneamente attribuite a nomenclature del judo ma in realtà sono vere e proprie tecniche di colpo che portano lo sbilanciamento. Ad esempio il deashi barai eseguito con la gamba posteriore sull’appoggio anteriore è spesso un calcione (mawashi geri gedan) alla caviglia che destabilizza l’avversario.

Abbiamo visto tutti i casi di sbilanciamento ora non ti rimane che allenare l’adattamento e la proiezione che preferisci!

Perché usare le Proiezioni nel Karate?

Perchè portare a terra l’avversario è cool? anche ma sopratutto perchè essere in una posizione di vantaggio tattico determinato dalla posizione (in piedi vs a terra) permetterà un maggiore controllo dell’avversario.

Immaginate un combattimento reale: vorreste stare a terra o in piedi? almeno di non essere Charles Oliveira avrete sicuramente risposto in piedi.

Allora proiettare l’altro è un vantaggio tattico che spesso mette fine al combattimento. Se anche non riuscite a finalizzare l’avversario creerà sicuramente il vantaggio di spazio e tempo tale da permettervi di allontanarvi in sicurezza.

Inoltre se praticate karate agonistico è di solito una tecnica pagata con il massimo dei punti.

Imparare a raccogliere il corpo

Se sono importanti le proiezioni lo è ancora di più imparare a raccogliere il corpo in fase di caduta.

Ukemi in giapponese, caduta nell’uso comune, è la tecnica di cadere senza farsi male o almeno limitare il danno.

Esistono diverse tipologie di caduta: indietro, in avanti, laterale e combinazioni. Padroneggiarle vuol dire evitare di farsi male e poter esercitare più volte le proiezioni.

Funakoshi nage waza

Le proiezioni nei kata

Molte delle proiezioni presenti nei kata non sono così evidenti, nessuna tecnica nei kata (forse un paio) sono evidenti e corrispondenti al gesto tecnico applicato.

Nel Bunkai Honto si ritrovano invece molte tecniche di proiezioni che prendono una parte del kata, di uno spostamento, di un passaggio e giù!! una proiezione!

Nell’origine del karate sicuramente le tecniche di proiezione erano maggiormente presenti, è sufficiente che tu analizzi i testi del Maestro Funakoshi e troverai molti riferimenti alle proiezioni che poi sono andate “dimenticate” nel tempo.

Sai che lo spostamento da un karate difesa personale ad un karate calci e pugni è stata un opera relativamente recente? Se no ti consiglio di approfondire.

Proiezioni e regolamenti karate sportivo

Al solito dipende di quale competizione stiamo parlando…

In quelle del Karate sportivo olimpico WKF – FIJLKAM il regolamento ha subito diverse modifiche proprio relativamente alle tecniche di proiezione. Inizialmente la tecnica di proiezione chiusa al suolo con un atemi valido aveva il valore di 1 punto IPPON; con l’introduzione dei 3 punteggi le tecniche di proiezione hanno mantenuto la loro posizione di massimo punteggio assieme ai calci al volto.

Poi sono state vietate alcune proiezioni ritenute troppo pericolose (sopra l’anca).

Le novità sono state sul tempo che deve intercorrere tra la proiezione e la chiusura e ultimamente su l’impossibilità di effettuare proiezioni con 2 mani in presa.

Quest’ultima modifica ha ridotto notevolmente le tecniche di proiezione durante i combattimenti che d’altra parte rischiavano di diventare un misto tra judo o ju jutsu e karate.

Paradossalmente in molti regolamenti di gara a contatto pieno non è possibile proiettare e l’incontro viene interrotto se uno dei contendenti finisce al suolo.

In tutti i regolamenti dove le proiezioni sono ammesse non è tanto l’atterraggio dell’avversario a determinare il punto quanto l’azione di chiusura con una tecnica (pugno o calcio) valida eseguita immediatamente dopo la proiezione stessa.

Scegli come continuare il tuo allenamento:

2 commenti su “Proiezioni Karate: le Tecniche che funzionano”

  1. Premetto che forse ho letto un po’ troppo di fretta l’articolo, quindi se la mia precisazione non fosse opportuna, mi scuso e vi chiedo di non tenerne conto. Fate riferimento a nage waza (tecniche di lancio). In effetti però mi sento di differenziare il lancio dalla proiezione poiché nella proiezione è previsto il carico ed il successivo scarico di uke. Lo sbilanciamento ed il portare a terra non rientrerebbe nelle proiezioni. Dal karatè al ju jutsu ( passaggio che ho fatto) questa differenza è sostanziale. Quindi mi sento di dire che quelle che anche io da karateka chiamavo proiezioni effettivamente non lo sarebbero in quanto, soprattutto in fase di comattimento, sono per lo più sbilanciamenti e non proiezioni.

    Rispondi
    • Grazie per la precisazione, nell’articolo si parla sia delle proiezioni vere e proprie (Nage waza), sia degli sbilanciamenti tipici del Karate che non rientrano probabilmente nelle classiche proiezioni judoistiche o del Ji Jitsu, ma nell’uso comune del karateka vengono definite come tali.

      Rispondi

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